Superbonus 110%: confermato per il 2022, prorogato al 2023!

Dopo essere stato inizialmente confermato per il 2022, il Superbonus 110% ha ottenuto un’ulteriore proroga che l’ha reso valido fino al 2023: una notizia fantastica per tutti coloro che ambiscono a rendere più efficiente e sicura la propria abitazione usufruendo di un grande risparmio sulla spesa finale!

Lo scopo di questo bonus consiste infatti proprio in questo: permettere ai cittadini di effettuare lavori di efficientamento e messa in sicurezza della loro casa recuperando gran parte dell’investimento e senza dover anticipare l’intero costo dei lavori.

Ma come funziona, esattamente, il Superbonus 110%? Chi ne può usufruire? Ma soprattutto: a quali date corrispondono le nuove scadenze? Obiettivo della nostra guida di oggi è proprio quello di rispondere a tutte queste domande, aiutandoti a capire se hai diritto a richiedere il bonus ed entro quanto tempo lo puoi fare.

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Superbonus 110%: che cos’è e a chi è rivolto

Il Superbonus 110% è una misura d’incentivazione introdotta dal D.L. “Rilancio” del 19 maggio 2020, n° 34.

Lo scopo che si prefigge è, come ti abbiamo anticipato, quello di aiutare i cittadini a rendere più efficienti e sicure le loro abitazioni, attraverso un meccanismo che permette loro di ottenere un considerevole risparmio sulla spesa finale.

Come avviene tutto questo? Molto semplicemente tramite la suddivisione del Superbonus in due agevolazioni distinte:

  • il Super Ecobonus, volto ad agevolare i lavori di efficientamento energetico;
  • il Super Sismabonus, il cui obiettivo è quello d’incentivare le operazioni di adeguamento antisismico.

Per poter usufruire del Super Ecobonus, è necessario che tu abbia eseguito almeno un intervento “trainante”. Con questa espressione vengono indicati una serie di lavori specifici, che comprendono:

  • l’isolamento termico dell’involucro dell’edificio;
  • la sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati;
  • la sostituzione degli impianti termici su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che risultino funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Se hai eseguito uno o più di questi lavori, puoi eventualmente decidere di eseguire ulteriori interventi “trainati”. Esempi di questi ultimi possono essere: l’installazione di pannelli fotovoltaici, delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, d’impianti di domotica e, in generale, di qualsiasi elemento aggiuntivo che permetta all’edificio di avanzare di almeno due classi nella scala energetica.

Tali interventi, per le persone fisiche, possono essere eseguiti su un massimo di due unità abitative, a meno che non si tratti di lavori su parti comuni, per i quali l’agevolazione vale sempre a prescindere dal numero delle unità possedute.

Per quanto riguarda invece il Sismabonus, se vuoi usufruirne devi aver eseguito un intervento di adeguamento antisismico su uno o più edifici, in quanto per questa agevolazione non sono previsti limiti.

superbonus 110 cos'è

Superbonus 110%: quando scade e come viene erogato

Veniamo ora a parlare delle novità in merito alla scadenza del Superbonus 110% che, come ti abbiamo già anticipato, è stata dapprima spostata al 2022 e, successivamente, prorogata ulteriormente al 2023.

L’agevolazione al 110% viene infatti applicata sulle spese per efficientamento e messa in sicurezza sostenute nel periodo compreso dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. In che modo? Mediante il versamento di 5 quote annuali di pari importo, che diventano 4 per le spese sostenute nel 2022. Questo per quanto riguarda le persone fisiche.

Per quanto concerne invece gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) , il limite massimo entro il quale è possibile detrarre le spese corrisponde al 31 dicembre 2022, prorogabile fino al 30 giugno 2023 nel caso in cui sia stato completato almeno il 60% dei lavori entro la prima data. Per i condomini, invece, la proroga vale solo fino al 31 dicembre 2022, a patto che il 60% dei lavori sia stato eseguito entro il 30 giugno 2022.

superbonus 110 scadenza

 Come ottenere il Superbonus 110%

Riassumendo, hanno diritto a usufruire del Superbonus 110%:

  • i residenti in un condominio;
  • le persone fisiche al di fuori dell’attività d’impresa;
  • gli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP);
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, quelle che si occupano di volontariato e le associazioni di promozione sociale;
  • le associazioni e le società sportive dilettantistiche;
  • le persone fisiche che risiedono in edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate e possedute da un unico proprietario o in comproprietà di più persone fisiche.

Per poter ottenere questa agevolazione, tuttavia, è necessario procedere per gradi, effettuando tutti i passaggi necessari. Per prima cosa devi chiedere la valutazione di un tecnico, verificando insieme a lui che tipo d’interventi è possibile realizzare e se con essi l’edificio otterrà un effettivo miglioramento energetico di almeno due classi.

Una volta appurata la questione, potrai contattare l’impresa per farle svolgere i suddetti lavori, decidendo liberamente se affrontare tu stesso la spesa, per poi ottenere la detrazione al 110%, o farti scontare la successiva fattura fino a un massimo del 100% del suo importo. Se opti per questa seconda soluzione, l’impresa riceverà un credito d’imposta pari al 110% dello sconto praticato.

Ricordati che il tuo intervento potrebbe necessitare dei permessi e delle autorizzazioni del comune in cui risiedi quindi, prima di procedere, informati presso i suoi uffici. Una volta ottenuto il via libera, potrai finalmente fare richiesta ufficiale per usufruire del Superbonus e, per farlo, ti sarà sufficiente compilare il modulo CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), scaricandolo dal sito www.funzionepubblica.gov.it.

In esso dovrai semplicemente descrivere i lavori che intendi fare, basandoti sui vari fac-simile presenti sul sito, che ti aiuteranno a capire quali dati devi indicare. Tale modulo è divenuto ufficialmente operativo a partire dal 5 agosto 2021, semplificando non poco l’inoltro della domanda per ottenere il Superbonus 110%.

superbonus 110 modulo

Tra tutte le agevolazioni messe a disposizione dal Governo, il Superbonus 110% è probabilmente quella più importante. L’obiettivo che si prefigge è infatti quello di rilanciare l’economia combattendo allo stesso tempo i cambiamenti climatici. Tutto questo, naturalmente, tenendo a mente che il Superbonus rappresenta soprattutto un’ottima occasione di risparmio e non certo la possibilità di ristrutturare la casa a titolo interamente gratuito. Come ti abbiamo già spiegato, infatti, l’agevolazione arriva a coprire lavori ben precisi e capire con precisione quali sono non è affatto facile, se non sei del mestiere.

Ecco perché abbiamo scelto di collaborare con i migliori specialisti, esperti in detrazioni fiscali. Se sei interessato a saperne di più, puoi richiedere liberamente un’analisi di fattibilità e godere così di una serie di vantaggi interessanti, che sono:

  • sfruttare tutte le reali opportunità offerte dal Superbonus 110%, anche quelle più nascoste;
  • sapere con precisione per quali interventi puoi usufruire dell’agevolazione;
  • scoprire quali sono le eventuali spese a tuo carico;
  • agire tempestivamente contro gli eventuali ostacoli che si frappongono all’ottenimento del Superbonus 110%;
  • recuperare i soldi spesi con il metodo che ti risulta più vantaggioso.

L’analisi di fattibilità, inoltre, ti garantirà una riduzione dei consumi energetici con conseguente minore impatto ambientale, una maggiore sicurezza e anche un amento del valore dell’immobile. Tutto questo grazie all’aiuto di un team multidisciplinare di professionisti che s’impegnerà per permetterti di raggiungere questi obiettivi alle migliori condizioni!

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costo progetto interior design

Come ristrutturare casa senza inutili aumenti di costi e ritardi

Ristrutturare casa è un’avventura che non tutti fronteggiano nella vita ma che, complice i vari Bonus e le agevolazioni per la casa, sta coinvolgendo in questi anni un gran numero di persone.

Se il trasloco viene annoverato da diversi studi come una delle esperienze più stressanti della vita, una ristrutturazione non è da meno: ma cosa genera questo stress?

Purtroppo, nella maggior parte dei casi ci si aspettano costi e tempi certi, per poi ritrovarsi a fare i conti con spese che lievitano e ritardi nella ristrutturazione che comportano disagi e stress per tutti:

  • per chi ha dovuto lasciare la propria casa e trovare una sistemazione temporanea in attesa di finire i lavori
  • per chi si sposa o vuole andare a convivere e aspetta che la casa sia pronta
  • per chi deve lasciare una casa in affitto e quindi deve dare il giusto preavviso, ma deve anche rispettare la data di liberazione dell’immobile affittato
  • chi deve lasciare la casa che ha venduto ed entrare in quella nuova entro una determinata data…

progetto di ristrutturazione di una casa

Ma cosa provoca il ripetersi così frequente di queste problematiche, che trasformano la ristrutturazione da sogno a incubo?

Ecco i principali problemi che sorgono durante una ristrutturazione e come prevenirli.

I problemi e gli imprevisti che allungano i tempi della ristrutturazione

Quali sono i tempi di una ristrutturazione? Ovviamente è impossibile dirlo senza un progetto in mano, ma la dura verità è che anche a fronte di un progetto dettagliato rispondere è difficile: purtroppo chi affronta una ristrutturazione deve prepararsi a diversi scenari.

  • Dover spendere più del previsto
  • Dover trovare un’abitazione alternativa per mesi (talvolta anni!) in più rispetto a quanto inizialmente preventivato
  • Dover investire una enorme quantità di tempo nel cambiare le proprie decisioni iniziali, trovare soluzioni alternative, interfacciarsi con le varie figure coinvolte per avere un quadro chiaro della situazione
  • Dover gestire una grande mole di stress, pensieri e preoccupazioni tutti insieme.

Vediamo se davvero non esiste via d’uscita, o se affrontare una ristrutturazione che non causa ritardi e aumento dei costi è possibile!

 

Quanti professionisti! La difficoltà di coordinare i lavori

I professionisti che girano intorno ad un cantiere sono molti: dal geometra, all’architetto, dall’impresario all’idraulico, fino al certificatore energetico, per non parlare di elettricisti, fabbri e imbianchini.

La prima difficoltà, per chi non è del mestiere, è quella di scegliere i professionisti giusti; la seconda, ben più grande, è quella di coordinarne i lavori.

Fare da tramite tra persone che parlano gerghi tecnici diversi è molto difficile e organizzarne le presenze in cantiere, secondo il giusto ordine, può rivelarsi una mission impossible per chi, nella vita, fa tutt’altro.

Anche solo capire di chi sono certe responsabilità e a chi spetta ogni lavoro è una gran prova di pazienza e di costanza!

A volte, i ritardi nascono, o comunque peggiorano, proprio perché – giustamente – non sai da che parte cominciare, e non sai che per ogni fase c’è un diverso professionista che ha bisogno di informazioni da te.

Non c’è nessuno incaricato di fare da tramite tra tutti i professionisti e di coordinare le differenti figure presenti in cantiere, perciò questo ruolo finisce sulle tue spalle, senza che tu sia preparato a svolgerlo.

Così, alla fine, viene pure fuori che per ogni ritardo la colpa è tua!

È come se fossi costretto a improvvisarti direttore d’orchestra senza nemmeno saper leggere uno spartito e senza conoscere il brano! Che esecuzione potrebbe mai venirne fuori?!

progettazione di una ristrutturazione

Le fasi della ristrutturazione: l’importanza di una visione d’insieme

Oltre alla mancanza di qualcuno che abbia una visione chiara d’insieme e le giuste competenze tecniche per dirigere tutto il cantiere, spesso sorge un secondo problema, ovvero un avvio dei lavori a fronte di un’idea ancora incompleta.

Cosa intendiamo?

Quando si parla di ristrutturazione, bisogna intendere un processo che arriva fino alla casa verniciata e arredata. L’errore che, invece, si commette spesso, è quello di progettare i lavori di ristrutturazione ritendendo il progetto di interior design una fase successiva e completamente scollegata dalla ristrutturazione.

Un esempio?

Poniamo che hai già ottenuto un progetto di ristrutturazione e hai già avviato i lavori edili.
Intanto, inizi anche a progettare l’interior design della tua casa.

Ed è qui che ti rendi conto che, per rendere l’ambiente funzionale, hai bisogno di far spostare una parete anche solo di 5 cm rispetto al progetto iniziale.

Peccato che quella parete è già stata realizzata!

Quindi, puoi fare due cose:

lasciar perdere e accontentarti di un progetto che non ti soddisfa, oppure far rifare la parete con l’evidente conseguenza di rallentare i lavori e far alzare i costi.

Sai quante situazioni di questo tipo si verificano ogni giorno!? Minimo centinaia!

  • Casi in cui ci si trova con prese troppo a ridosso dei mobili
  • Con l’illuminazione che cade in modo sbilanciato rispetto alla posizione del tavolo di design che hai scelto con tanta cura
  • Una porta o una finestra con gli infissi che sbattono contro la cucina
  • Porte che si aprono nel verso sbagliato
  • Lo scarico del lavabo che non ti permette di inserire, nel bagno, il mobile che avevi tanto desiderato…

Purtroppo è proprio così, l’errore di non realizzare i lavori edili in funzione dell’arredamento porta sempre allo stesso scenario: quando arriva il momento di arredare, ci si trova costretti a scegliere se accontentarsi di una soluzione che non è quella desiderata oppure se ricominciare i lavori, incidendo, ancora una volta, sui tempi e sui costi di realizzazione.

Per evitare errori, costi e tempi che lievitano, è fondamentale che tu abbia tutte le informazioni necessarie. I lavori devono poter partire in maniera chiara e proseguire con un sistema organizzato, a fronte di un progetto d’interior design particolareggiato e definito.

casa moderna design ristrutturata

Quando le persone arrivano da noi in una fase tardiva, non hai idea della frustrazione e dell’angoscia che provano, nello scoprire quante opportunità si sono perse per strada!

Avere una casa bella e che ti soddisfi in ogni aspetto è più semplice di quanto pensi: è solo un fatto di tempi e di organizzazione.

Ristrutturazione per avere una casa veramente su misura con un percorso guidato: questa è l’unica soluzione

Un progetto casa con un percorso guidato, organizzato e programmatico, che ti aiuti a mettere a fuoco tutte le tue reali priorità e i desideri di tutta la tua famiglia e che, soprattutto, preveda già ogni dettaglio dell’arredo dei tuoi ambienti, è l’unico modo per non vedere dilatare i tempi, lievitare i costi e, in fondo, veder svanire la propria salute.

Rivolgersi a qualcuno che ti sa accompagnare verso la tua casa ideale e che ha la reale volontà di aiutarti a realizzare il tuo sogno è l’unico modo per avere un progetto chiaro e realistico in mano a inizio dei lavori, dai muri alle tende.

La tua casa perfetta con il Sistema Abitativo®

Il sistema Abitativo® ti permette di ottenere un progetto casa completo che riflette l’unicità della tua famiglia e fornisce tutte le informazioni ai professionisti coinvolti nei lavori, assicurandosi che tutto fili liscio.

I referenti di Abitativo® si interfacciano con ogni figura coinvolta, mantenendo sempre a mente la visione finale della tua casa: quel muro sarà costruito per ospitare la libreria dei tuoi sogni, quella zona giorno sarà a misura del grande divano che desideri e niente sarà casuale o improvvisato, nemmeno il budget.

Con una strategia del genere, oggi siamo in grado di garantire una probabilità di errori bassi o nulli rispetto alla norma.

Nel tuo progetto d’arredo, comunque, non saranno necessarie modifiche in corso d’opera poiché il sistema di arredamento di Abitativo® prevede di controllare prima ogni parametro che potrebbe diventare critico.

cantiere di una ristrutturazione

Grazie ad un metodo brevettato e utilizzato da centinaia di professionisti sparsi in decine di showroom in tutta Italia, infatti, gli errori e le modifiche in corso d’opera saranno praticamente azzerati, i tempi verranno rispettati e, dunque, i costi preventivati saranno anche quelli reali.

Tu, ovviamente, manterrai sempre il controllo su tutto, dall’inizio alla fine, ma non dovrai stressarti in prima persona, e potrai ottenere la tua casa ideale, senza compromessi né rinunce.

Se stai pensando di ristrutturare casa, non perdere l’occasione di fare tutto nel giusto ordine e di ottenere:

  • un percorso senza ritardi, costi lievitati e stress
  • la casa dei tuoi sogni, a misura dei gusti, delle abitudini e dei reali desideri di tutta la famiglia.

Puoi compiere il primo passo comodamente online: ti basta richiedere la Diagnosi Abitativo®.

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bonus ristrutturazione cessione del credito

Bonus ristrutturazione 2021 e cessione del credito: una grande opportunità da cogliere

Mentre si sente continuamente parlare di Superbonus, si rischia che altre forme di agevolazioni fiscali per la casa passino in sordina e vengano sottovalutate. È il caso del Bonus Ristrutturazione e del Bonus Mobili, che hanno vincoli meno stringenti per l’accesso rispetto al Superbonus e offrono una detrazione fiscale pari al 50% del proprio investimento.

Cos’è il bonus ristrutturazione?

Il bonus ristrutturazione è un incentivo fiscale destinato a chi decide di ristrutturare casa, che consente di recuperare il 50% della spesa sostenuta. La somma corrispondente al bonus viene rimborsata in 10 rate annuali sotto forma di detrazione Irpef.

In poche parole, il Bonus Ristrutturazione ti permette di aumentare il valore della tua casa recuperando il 50% dell’investimento che decidi di fare!

Si tratta di un vantaggio estremamente importante, perché permette di effettuare interventi migliorativi sulla propria casa risparmiando notevolmente, anche in tutti quei casi che non possono rientrare nel Superbonus.

colori per pareti di casa

Bonus ristrutturazione 2021: i limiti di spesa

Il tetto massimo della spesa sostenuta per la ristrutturazione e per la quale è possibile usufruire del bonus è pari a 96.000 €. Occorre però precisare che questa cifra non costituisce affatto un tetto di spesa assoluto, ma soltanto l’importo massimo per il quale si può beneficiare del bonus.

Ad esempio, se la ristrutturazione costa in tutto 80.000 €, il rimborso sarà pari al suo 50%, quindi 40.000 €. Al contrario, se il costo finale è di 110.000 €, lo sgravio fiscale sarà calcolato su 96.000 € e quindi sarà pari a 48.000 €.

Va chiarito anche che il limite di spesa vale per ogni singola unità immobiliare da ristrutturare.

Bonus ristrutturazione, cessione del credito e sconto in fattura: ecco perché sono un’opportunità straordinaria

Ma cosa succede se non hai subito a disposizione la somma totale necessaria per far eseguire i lavori?
O se non vuoi o non puoi aspettare di recuperare il 50% nell’arco di un periodo così lungo?

Qui entrano in gioco due opportunità molto preziose: la cessione del credito e lo sconto in fattura, che rendono il Bonus Ristrutturazione praticamente alla portata di tutti!

Cos’è la cessione del credito e come funziona

Spesso la cessione del credito è qualcosa di cui si sente parlare relativamente al Superbonus 110%, ma nella realtà è possibile avvalersi di questa possibilità anche per altri bonus casa 2021, come appunto il bonus ristrutturazione.

Ma che cos’è la cessione del credito?

La cessione del credito è un “meccanismo di scambio” pensato per dare la possibilità di usufruire dei bonus ristrutturazione 2021 anche a coloro che non dispongono della liquidità necessaria nell’immediato.

Grazie alla cessione del credito, il soggetto titolare del bonus può cederlo a un istituto bancario in cambio della corrispettiva somma di denaro.

In questo modo, otterrà dalla banca il denaro necessario a coprire il 50% del totale in fattura.

In alternativa esiste una seconda opportunità che ti consente di pagare subito soltanto il 50% della spesa da sostenere: si tratta dello sconto in fattura.

Cos’è lo sconto in fattura e come funziona

Proprio come la cessione del credito, anche lo sconto in fattura è una soluzione alternativa alla classica detrazione fiscale per poter usufruire dei bonus ristrutturazione 2021.

Attraverso lo sconto in fattura, il beneficiario del bonus ha la possibilità di richiedere lo sconto del 50% sulla fattura direttamente al fornitore.

A questo punto l’impresa può decidere se trasformare il mancato incasso in credito d’imposta oppure se cedere il proprio credito a una banca o un altro istituto finanziario.

A tutti questi benefici economici se ne aggiunge un altro: il bonus ristrutturazioni consente di accedere anche al Bonus Mobili.

In poche parole, approfittando di uno sconto del 50% sui lavori di casa, si attiva anche la possibilità di risparmiare il 50% della spesa da sostenere per arredarla!

Confermato anche il bonus mobili 2021: cos’è, come funziona

Il bonus mobili 2021, già prorogato anche per il 2022, consente di usufruire di una detrazione fiscale del 50% sull’acquisto dei mobili di casa, ed è soggetto a un tetto massimo di spesa pari a 16.000 €.

In particolare, si può usufruire del bonus mobili 2021 per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici di classe energetica A+ o superiore, eccezione fatta per forni e lavasciuga, che possono essere anche in classe A.

operai in cantiere per ristrutturazione

Perché sfruttare ora bonus ristrutturazione 2021, bonus mobili, sconto in fattura e cessione del credito

La conferma del bonus ristrutturazione 2021 e della possibilità di sfruttare lo sconto in fattura, oppure la cessione del credito, sono notizie importantissime per chi possiede una casa. Questo per due ragioni.

La prima è che, in questo modo, per molte persone e famiglie diventa possibile vivere nella casa che hanno sempre sognato, ma che pensavano di non potersi permettere.
I bonus permettono infatti di risparmiare il 50% sulle spese di ristrutturazione e il 50% su quelle per i mobili: in poche parole, ti consentono di investire, per la tua casa, il doppio del budget che hai a disposizione!

La seconda ragione è che il Superbonus e gli altri bonus per la casa stanno dando una grande spinta al rinnovamento del patrimonio edilizio italiano. Se un numero crescente di persone sta decidendo di riqualificare i propri immobili, quanto varranno un domani sul mercato le case che invece non sono mai state soggette a interventi migliorativi?

Se vuoi tutelare il valore della tua casa domani, e iniziare fin da subito a vivere in quegli ambienti che sognavi ma non pensavi di poterti permettere, questo è il momento giusto!

Vuoi essere sicuro di affrontare questo percorso nel migliore dei modi?
Allora, inizia da qui!

posa pavimento flottante legno

Cambiare pavimento senza demolire: idee e soluzioni per un nuovo rivestimento senza stress

Quante volte ti è venuta voglia di eliminare dalla tua vista quotidiana quella piastrella anni Sessanta che fa da sfondo al tuo ormai rinnovato arredamento? Eppure, il solo pensiero di affrontare una ristrutturazione completa dell’alloggio in cui vivi ti dà i brividi.

Oggi esistono molte soluzioni che permettono di avere un pavimento rinnovato senza rompere nulla.

pavimento flottante

Sostituire un pavimento vecchio, senza demolirlo è possibile, e anche facile, ma occorre sempre farlo affidandosi a esperti in grado di inserire questo intervento in un progetto completo e personalizzato, se non si vuole rischiare di rimpiangere addirittura la piastrella anni Sessanta.

Rifare il pavimento senza ristrutturare: quando e come è possibile

Un tempo era impensabile rinnovare il pavimento di casa senza demolirlo. Oggi, invece è una soluzione all’ordine del giorno che, a volte, è davvero l’unica percorribile.
Vediamo come coprire un pavimento vecchio senza rimuoverlo e quali sono i vantaggi di questa soluzione rispetto alla demolizione.

Rifare i pavimenti senza demolire: quando è un’esigenza vera

In alcuni casi, applicare un nuovo pavimento su quello esistente non è una scelta ma una necessità.

Il primo motivo per ricoprire il pavimento vecchio è, naturalmente, legato al budget: coprire il pavimento costa generalmente meno che rifarlo.

Altre volte ci sono tempi stretti da rispettare, perché si ha bisogno di trasferirsi in fretta oppure di aprire un’attività commerciale che deve essere pronta al più presto. Non dimentichiamo, poi, il disagio di vivere in una casa mentre la si ristruttura, soprattutto in presenza di bambini: scegliere di rivestire il pavimento vecchio con uno nuovo non obbliga gli abitanti a vivere nel caos e nella polvere.

Ancora in un altro caso rivestire i vecchi pavimenti senza demolirli è la soluzione ideale per chi proprio non sopporta più il rivestimento presente: è quello degli inquilini che vogliono personalizzare la casa in cui vivono ma possono optare solo per delle soluzioni provvisorie, per poter poi restituire al proprietario la casa allo stato originale. In questo caso, naturalmente, la scelta cadrà su pavimenti in appoggio e non su quelli da incollare, difficili da rimuovere.

posa di un pavimeno in appoggio

Pavimento su pavimento: una scelta che comporta alcune importanti valutazioni

Anche se può sembrare una soluzione di facile applicazione, coprire un pavimento esistente con uno nuovo comporta delle valutazioni iniziali da fare, preferibilmente, insieme ad un esperto.
Vi siete chiesti, ad esempio, in che condizioni sia il pavimento sottostante?
Oltre a non piacervi, è anche in cattivo stato?

Dovrete fare queste valutazioni perché, per posare un nuovo pavimento, la base dovrà essere integra, regolare e pulita, specialmente se si scelgono alcuni materiali.

Altra importantissima valutazione da fare è quella che riguarda gli infissi. Non ponderare bene lo spessore del nuovo pavimento può davvero riservare cattive sorprese.

Occorre tener conto che le porte e le finestre dovranno continuare a scorrere agevolmente anche sul nuovo pavimento (che, inevitabilmente, alzerà il livello della superficie) se non si vorrà ricorrere al loro adattamento massivo, cosa che costerebbe più di una demolizione completa del pavimento vecchio!

E, se anche le porte possono essere tagliate, per le finestre questo è impossibile: il problema diventa insormontabile!

posa pavimento senza colla

Ristrutturare il pavimento senza demolire: come cambiare stile in modo facile e veloce

Per rispondere alle esigenze di praticità e velocità che un rinnovo del pavimento senza demolizione deve garantire, occorre scegliere pavimenti facili da posare e realizzati nei materiali migliori, ognuno dei quali presenta caratteristiche più o meno adatte ad ogni singolo progetto.

Oggi esistono soluzioni per pavimenti davvero all’avanguardia, sia a livello di materiali che di tecniche di posa.

Coprire il pavimento vecchio: le soluzioni possibili

Una prima classificazione possibile dei pavimenti da posare su quelli esistenti è quella che riguarda il tipo di posa a cui si prestano. In questo senso, abbiamo:

  • Il pavimento flottante: i pavimenti flottanti sono quelli che non vengono incollati al sottofondo ma solamente appoggiati ad un foglio di polietilene, che li separa dal vecchio pavimento. Si parla anche pavimenti autobloccanti, per intendere quei pavimenti che vengono posati seguendo un meccanismo ad incastro. Molti di questi pavimenti vengono realizzati in PVC, in laminato o in legno;
  • Pavimenti da incollare su altri pavimenti: si tratta di pavimenti che si applicano al sottofondo con l’uso di colle, oppure definiti autoadesivi. Anche in questo caso, spesso, il materiale impiegato è il PVC o l’LVT, ma non solo.

diversi tipi di pavimento in linoleum

Ricoprire i pavimenti vecchi con quelli nuovi: i materiali

Quali sono i materiali più in uso per i pavimenti da sovrapporre a quelli vecchi? Ecco una lista dei migliori.

  • Laminato: posa diretta sul pavimento esistente e un gradevole effetto legno, sono i punti di forza di questo materiale che, per contro, presentando uno spessore anche di 7-9 mm, spesso costringe a non facili adattamenti degli infissi. Un pavimento versatile e molto economico che, tuttavia, andrebbe evitato in ambienti come la cucina ed il bagno, sottoposti ad umidità costante;
  • PVC: ideale per rivestire pavimenti vecchi di qualsiasi stanza, grazie alla sua resistenza all’umidità e alla sua versatilità in termini di stile riproducibile. Molto facile da posare, viene usato sia per realizzare una pavimentazione flottante sia in versione vinilico autoadesivo;
  • Linoleum: spesso confusi con quelli in PVC, quelli in linoleum sono, tra i pavimenti da incollare sopra ad altri pavimenti, i più naturali, perché completamente ecologici e riciclabili. Questo materiale si presenta in rotoli di grandi dimensioni che, una volta applicati sul vecchio pavimento, non presentano fughe. Tale aspetto li molto igienici e facile da manutenere, oltre che antibatterici, grazie alle proprietà naturali, tipiche del linoleum;
  • Pavimento tessile e moquette: un rivestimento molto in voga negli anni Settanta che oggi sta tornando di moda, potendo contare su nuovissimi materiali, frutto di studi approfonditi. Oggi i rivestimenti tessili, come la moquette, sono antipolvere, antibatterici e ignifughi. L’unica accortezza che occorre avere, se si sceglie questo tipo di rivestimento, è quella di avere un sottofondo senza imperfezioni;

pavimento flottante moquette

  • Grès laminato: anche detto Gres sottilissimo, per via dello spessore minimo di cui può godere: 3 o 5 mm. Si tratta di un materiale pensato proprio per rivestire il vecchio pavimento che, tra l’altro, presenta l’enorme vantaggio di poter essere scelto in moltissimi colori e texture. Un prodotto ceramico che, seppur sottile e leggerissimo, presenta grande robustezza. Le lastre di oltre 3 m, ottenute grazie ad un rinforzo con stuoia in fibra di vetro, sono di grandi dimensioni e riducono il numero di fughe;
  • Microcemento e resina: si tratta di pavimenti a base cementizia che, negli ultimi tempi, vengono scelti sempre più frequentemente per via della loro versatilità. Una volta posati, permettono di ottenere una superficie omogenea, robusta e durevole, dall’aspetto moderno. Il pavimento in resina, rispetto a quello in microcemento, presenta una minore durevolezza;
  • Parquet sottile: tra i pavimenti appoggiati è quello migliore se non si vuole rinunciare al calore donato dal parquet. La posa ad incastro rende questi tipi di pavimento facili da applicare e anche da rimuovere, se necessario.

pavimento in parquet

Come vedi, se quella piastrella vintage fa a pugni tutti i giorni con il tuo mobile di design, esistono soluzioni alternative al rifacimento dell’intero pavimento.

È però importante conoscere pro e contro di ogni soluzione, per compiere la scelta migliore per la propria casa.

Se devi arredare casa o rinnovarla, la guida gratuita Abitativo® è la risorsa che fa per te: un vero e proprio manuale che ti aiuterà a evitare tutti gli errori ricorrenti che si commettono quando si arreda o ristruttura casa.

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scegliere complementi arredo casa

Complementi d’arredo: cosa sono e come sceglierli per arredare casa

In un progetto di interior design, i complementi d’arredo sono elementi fondamentali, ma spesso sottovalutati. Vengono infatti considerati come dettagli che possono essere scelti alla fine, quando la casa è già ristrutturata, i mobili sono già stati scelti e gli ambienti hanno già preso forma.

Purtroppo, da questa errata convinzione nascono molti errori e insoddisfazioni: quel progetto di arredamento che sulla carta sembrava fantastico, e che ancora affascinava appena realizzato, si traduce in una casa poco armonica, che non rispecchia più i gusti dei proprietari, mano a mano che i complementi d’arredo vengono scelti e inseriti nei diversi ambienti.

dettagli d'arredo

Si percepisce che c’è qualcosa che stona, ma non si riesce a capire cosa!
Ecco quindi alcuni consigli per scegliere i complementi d’arredo per la casa nel modo migliore e nei tempi giusti per evitare errori.

Complementi, accessori, oggetti, suppellettili: tanti nomi per indicare il tocco speciale d’arredo

I termini usati per indicare questi componenti dell’arredo sono veramente tanti: ma cosa sono esattamente e qual è il loro ruolo nel caratterizzare un ambiente in modo completo?

Il significato di complemento d’arredo

Il complemento di arredo è un oggetto accessorio e complementare a uno più mobili. Ecco alcuni esempi dei complementi d’arredo più tipici:

  • I cuscini
  • I tappeti
  • Le tende
  • I quadri e le stampe
  • Gli orologi da parete
  • I bicchieri e le stoviglie
  • Le piantane, i lampadari e le applique.

Complementi d’arredamento: perché sono così importanti?

I complementi d’arredo sono immancabili e irrinunciabili in un progetto che rispecchi davvero la personalità di chi vive gli ambienti: oltre ad avere, spesso, funzioni pratiche, essi hanno la possibilità di creare una continuità stilistica e cromatica all’interno del progetto d’arredamento.

cuscini colorati su un divano

Arricchiscono di personalità l’ambiente e permettono di giocare con contrasti e colori complementari rispetto agli altri colori principali del progetto di interior design.

 

Immagina un elegante abito da sera: può essere splendido di per sé, ma quanto fascino in più riesce ad acquisire, se valorizzato dai giusti gioielli?

Idee e consigli da interior designer: ecco come scegliere e organizzare i complementi d’arredo

Quanto anticipato rende comprensibile come anche dietro alla scelta dei complementi d’arredo ci debbano essere un’idea e un progetto molto chiaro da seguire, per non correre il rischio di entrare in casa e sentirsi in un vero e proprio bazar.

Quando acquisti un cuscino d’impulso, non è solo un cuscino ma è un tassello che deve incastrarsi perfettamente in un puzzle già cominciato.

Di conseguenza, qualsiasi acquisto, se non ponderato da scelte stilistiche su misura, può trasformarsi presto in un oggetto da restituire al negozio.

 

Accessori e arredo casa: attenzione alla quantità e ai colori

I complementi di arredo per la casa non devono essere opprimenti in una stanza. Decidere in quali quantità e dimensioni inserirli dipende dalle misure della stanza e dallo spazio già occupato dai mobili.

Un buon consiglio è quello di partire dal grande e procedere verso il piccolo: prima si scelgono i mobili, poi i complementi di grandi dimensioni e dalla bassa mobilità e, infine, si scende nei dettagli degli accessori.

Anche i colori possono seguire una regola basata sulla gerarchia mobili-complementi importanti- accessori, che prevede di riservare colori tenui ai mobili, per poi poter osare, dal punto di vista cromatico, con gli elementi più piccoli.

 

Oggetti d’arredo da scegliere stanza per stanza

La scelta dei componenti d’arredo va studiata stanza per stanza, valutandone le dimensioni e la luminosità. Ecco qualche esempio per gli ambienti tipicamente più ricchi di complementi:

  • Complementi d’arredo per cucina: in questo ambiente, vista l’imponenza dei mobili principali, va studiata in modo particolare l’illuminazione, inserendo complementi, come lampade e faretti, nei punti in cui si lavora o si consumano i pasti. Tutti gli altri componenti vanno gestiti in modo diverso, a seconda che siano funzionali (stoviglie, portaspezie ecc.) o decorativi (vecchi tegami, stampe ecc.)

stoviglie su mensola

 

  • Complementi d’arredo per soggiorno: il soggiorno è il regno del complemento d’arredo in tessuto. È questa, infatti, la stanza in cui cuscini, tappeti, puff e molto altro possono trovare grande espressione. Proprio per questo motivo, occorre tenere a mente le dimensioni della stanza per non lasciarsi prendere la mano. Se da una parte è vero che troppi complementi rischiano di restituire un risultato finale casuale e pesante, al contrario, non bisogna nemmeno aver paura di osare: prova a immaginare un tappeto di piccole dimensioni posto in un grande salotto…

 

tappeto con tavolino in un soggiorno

Scegliere i complementi di arredo in base allo stile

Nulla meglio dei componenti d’arredo è in grado di caratterizzare un ambiente dal punto di vista stilistico. Ecco qualche esempio su come inserire i complementi lasciandosi ispirare dagli stili più in voga:

arredo moderno minimale

  • Complementi di design: questo tipo di complemento ha la caratteristica di potersi inserire per concordanza in ambienti ispirati al design, ma offre anche la possibilità di fungere da punto di rottura in qualsiasi ambiente: un solo oggetto di design può essere il grande protagonista di un soggiorno classico o moderno e, se ben valorizzato, non sarà vissuto come intruso.
  • Accessori moderni d’arredo per la casa: in questo caso, si apre un mondo. Una casa moderna, infatti, solitamente è arredata in stile minimale e questo lascia moltissimo spazio per giocare con i complementi d’arredo.
  • Complementi classici: un quadro di un paesaggio, valorizzato da una cornice barocca, un tavolino in marmo con specchio e l’intramontabile argenteria, sono complementi d’arredo che possono valorizzare in un soggiorno in stile classico.
  • Complementi rustici: una sedia a dondolo, l’esposizione dei tegami in rame della nonna, cuscini in pizzo e tovaglie in stile coloniale sono l’ideale per essere inseriti in ambienti in stile rustico, shabby chic o country.

brocca e cornice shabby chic

Questi sono solo esempi: il mondo dei complementi d’arredo è forse il più vasto e, per questo, il più insidioso quando si tratta di arredare casa!

Da una concezione di dettagli secondari e facili da sostituire ogni volta che si vuole, i complementi d’arredo dovrebbero quindi essere riconsiderati come elementi indivisibili dalla fase di progettazione degli ambienti domestici.

Non solo: sceglierli soltanto alla fine, quando il progetto di interior design è già completo, significa privarsi di elementi fondamentali per costruire un’estetica elegante, equilibrata e raffinata!

arredamento di un soggiorno moderno e sofisticato

Ecco perché, in Abitativo®, ogni progetto di interior design è sempre realizzato prevedendo ogni elemento che andrà a comporre gli ambienti, dai grandi mobili fino ai più piccoli complementi d’arredo.

Certo, andare così tanto nel dettaglio in fase di progettazione richiede una conoscenza estremamente approfondita dei gusti delle persone che vivranno la casa, delle abitudini, degli stili di vita, delle routine quotidiane.

Per questo ogni progetto si apre con la Diagnosi, un incontro estremamente approfondito che ci permette di individuare tutte le priorità e che farà da bussola nel percorso di realizzazione della casa perfetta per te e per la tua famiglia.

Scopri la Diagnosi Abitativo®

doccia walk in design moderno

Una doccia senza porta in vetro: la soluzione walk in per un bagno moderno e minimale

Quante volte hai odiato il vetro della doccia per quelle fastidiose macchie di calcare che non vanno più via?
E quante altre hai desiderato entrare in doccia in modo più agevole, senza porte da aprire o scalini da salire?

Se una doccia aperta su tutti i lati è difficilmente realizzabile, nella prossima ristrutturazione del bagno potresti comunque pensare ad una doccia walk in, che riduce la superficie vetrata e dona un maggiore confort, unito ad una grande integrazione armonica col resto dell’ambiente.

doccia walk in design moderno

Progettazione della doccia moderna: il sogno di una doccia senza box

Se in passato la doccia doveva essere un perimetro confortevole, ma che occupasse il minor spazio possibile, oggi la concezione è cambiata: la doccia diventa un ambiente spazioso, accogliente, sempre più protagonista dell’ambiente bagno, con grande attenzione al design.

Idee per una doccia aperta senza vetro

È evidente che una doccia senza box sia pura fantasia, a meno che non si disponga di una stanza intera adibita a doccia.

doccia moderna in muratura

Esistono però alcune soluzioni, come la doccia walk in, che permettono di reinterpretare il concetto di doccia e che regalano un risultato estetico di alto livello.

Doccia in muratura senza vetro: una soluzione pratica ma non risolutiva

Le docce in muratura sono una buona soluzione per limitare la presenza di vetri. Una tale soluzione, però, non risolve completamente il problema della porta in vetro o in plexiglass, perché sarà comunque necessario rendere la doccia accessibile su un lato, dotandola di un varco battente, pieghevole o scorrevole.
La soluzione walk in, anche in questo caso, può essere un compromesso vincente per una doccia in muratura senza vetro.

Scegliere una ristrutturazione della doccia all’insegna del Walk in

Cosa si intende quando si parla di box doccia aperti? Come anticipato prima, non certo una soluzione totalmente priva di barriere, ma un bagno con doccia aperta è possibile se ci si riferisce ad una soluzione che offra un senso di apertura ed un’entrata agevole. Le docce walk in sono la tendenza attuale: nessuna porta da aprire, grande impatto estetico e pochissimi costi di manutenzione.

Cosa significa doccia walk in

Per doccia walk in si intende sostanzialmente una doccia senza porta né profili. Il nome è davvero evocativo: si può, infatti, tradurre come “camminare dentro”, sottintendendo la facilità nel farlo!
Le docce senza porta walk in si presentano di facile accesso perché rimangono aperte su uno o due lati, senza bisogno di aprire o far scorrere porte.

In questo tipo di doccia aperta, di solito, il soffione è posizionato sulla parete di fronte all’apertura e, spesso, si preferiscono soluzioni a filo pavimento rispetto a quelle che includono piatti doccia.

Questo aumenta ulteriormente l’accessibilità di questo tipo di doccia, rendendola particolarmente adatta anche ad anziani e a persone con deficit motori.

Le caratteristiche di un bagno con doccia walk in

Entrare in un bagno con una doccia aperta walk in regala una sensazione di accoglienza, raffinatezza ed essenzialità. Questa soluzione è adatta anche a bagni di piccole dimensioni ma, se si vuole essere certi che gli schizzi non invadano il resto del bagno, è preferibile attenersi a misure minime che si aggirano intorno ai 90 cm x 140 cm.

doccia senza porta

Pro e contro di una doccia aperta walk in

Oltre ai vantaggi in termini estetici e di accessibilità di una doccia walk in, tra i suoi pro vanno anche ricordati:

  • Meno pareti da pulire: come anticipato, se la situazione lo consente, la doccia può essere realizzata con l’installazione di un singolo pannello che può anche non essere in vetro
  • Meno manutenzione: l’assenza di profili e cerniere riduce la necessità di manutenzione periodica. Una porta aperta e chiusa con frequenza può presentare, a lungo andare, dei problemi. Se al suo posto c’è solo un pannello fisso, le possibilità che qualcosa non funzioni sono drasticamente ridotte.
  • Maggiore velocità di installazione: essendo davvero una soluzione minimal, questo tipo di doccia viene realizzato molto più velocemente di quelli chiusi, dotati di porta.

Anche se l’impatto estetico è raffinato e lussuoso va sottolineato che, a parità di materiali impiegati, i prezzi di una doccia walk in possono essere inferiori a quelli di un box doccia tradizionale, in quanto i componenti necessari sono in quantità minore ed il tempo della manodopera è inferiore.

Una soluzione di tendenza e dal grande comfort e praticità non è priva di qualche piccolo svantaggio.

Si parla, in particolare, di un maggiore rischio di fuoriuscite di acqua, non si tratta di difetti del tipo di doccia ma, piuttosto, di incidenti che possono essere evitati da un’installazione a regola d’arte e da un uso corretto.

Scegliere la giusta soluzione per la doccia è un passaggio fondamentale per la riuscita della ristrutturazione del tuo bagno.

La doccia walk in che hai visto nell’hotel di lusso in cui hai soggiornato potrebbe non avere lo stesso effetto nel bagno di casa tua!

Affidarsi ad esperti in grado di suggerirti soluzioni adatte al tuo stile di vita e alla tua casa significa non pentirsi, in futuro, di scelte istintive e non ponderate.

doccia walk in di design

Con il Sistema Abitativo®, il percorso verso la tua casa ideale si svolge attraverso 12 fasi che ti permettono di mettere a fuoco tutte le priorità oltre che i tuoi gusti estetici, e di ottenere la casa perfetta per te e per la tua famiglia, senza trascurare alcun dettaglio: dalle finiture al più piccolo complemento.

In questo modo, ti innamorerai della tua casa ancor prima di varcarne la soglia, per continuare ad amarla ogni giorno.

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top cucina materiali

Top cucina: quali materiali scegliere? Ecco i più resistenti e innovativi

Esistono molti materiali, oggi non ci sono praticamente più limiti dal punto di vista estetico. Ma l’estetica non è l’unico fattore importante:

  • quanto usi la cucina?
  • Come?
  • Quanto tempo puoi o vuoi dedicare alla pulizia e alla cura del piano?

Soprattutto, è importante valutare questi aspetti e definire le proprie priorità tenendo conto anche del prezzo: la scelta di un materiale anziché un altro può far variare anche del 500% il prezzo finale della cucina! Basti pensare che il range può variare dagli 80€ ai 600€ al metro quadro.

Ecco come orientarsi nella scelta… Senza sorprese!

Qual è il miglior materiale per il top cucina?

I piani cucina sono il cruccio di ogni persona che ama trascorrere il proprio tempo ai fornelli, ma non solo: quando si sceglie la cucina, il top è, forse, l’argomento su cui ci si sofferma di più.

Oltre all’estetica occorre valutarne, in modo particolare, le qualità di resistenza al caldo, agli urti (avete mai provato a lavorare della carne con una mannaia su un piano di laminato?) e la facilità di pulizia.

Chiaramente, si tratta di parametri che vanno analizzati sempre in base alle proprie abitudini in cucina e anche alle proprie esigenze e disponibilità di tempo.

Ecco perché, il primo consiglio per chi deve scegliere i materiali più adatti ai piani da lavoro cucina è quello di chiedersi quale sia la propria priorità: resistenza? Estetica? Innovazione? Igiene?

Top cucina in materiali resistenti

Se si prevede di utilizzare molto la cucina che si sta acquistando, perché, ad esempio, si ha una famiglia numerosa oppure si è appassionati di cucina, i materiali per il piano cucina da prediligere sono senza dubbio quelli più robusti.

Niente paura, però: molti dei materiali più resistenti, con un’attenzione all’abbinamento con il resto della cucina, possono regalare anche un gran bell’impatto visivo.

Top cucina in quarzo

Scegliere il top in quarzo significa sempre unire una forte esigenza estetica ad una di robustezza.

Sì, perché i piani cucina in quarzo offrono la possibilità di essere abbinati perfettamente al mood del resto dei componenti, in quanto possono essere scelti tra una gamma infinita di varianti di quarzo per cucine, in fatto di colore, opacità e brillantezza.

I top in quarzo sono realizzati a partire dalla pietra naturale, polverizzata e riamalgamata, ottenendo una superficie lucida come pietra.

A differenza delle pietre naturali, non è poroso e non assorbe, nonostante la sensazione tattile sia simile a quella dei graniti e dei marmi.

Di contro, uno dei limiti di questo materiale è il rischio di shock termico: in caso di surriscaldamento o raffreddamento molto rapido può creparsi.

top cucina quarzo

Pietre naturali: marmo o granito

Quando si pensa ad un materiale resistente, la mente va subito alla pietra e tra le pietre naturali più usate come top cucine troviamo due classici: il marmo e il granito.

Tra i pro dello scegliere un top cucina in marmo c’è la versatilità a livello estetico, con una gamma di colori e venature praticamente infinita, che permette di creare sempre il mood desiderato per la propria cucina. Tra gli svantaggi del marmo occorre sottolineare la sua porosità, che lo rende a rischio macchie, perché assorbe molto facilmente i liquidi.

Se si desidera ottenere il massimo della resistenza, restando su un top in pietra naturale, il piano cucina in granito è la scelta migliore.

Essendo composto di una roccia ignea, un top in granito offre un buon grado di resistenza a urti e graffi. Inoltre, essendo un materiale dall’aspetto irregolare, con venature oppure puntinato, le eventuali macchi si notano meno rispetto a quanto si noterebbero su un piano dalla superficie omogenea.

Inoltre, le pietre offrono un ulteriore vantaggio: non tutti sanno che un piano in marmo o granito, in caso di macchie superficiali, si può rilevigare, eliminando così ogni segno.

Sul mercato esistono inoltre appositi prodotti impermeabilizzanti per proteggere le pietre dalle macchie, da applicare regolarmente nel tempo.

top cucina marmo

Top cucina materiali innovativi

In cucina, ancor più che in tutti gli altri ambienti della casa, l’uso di materiali innovativi è un vero must. Sono moltissime le proposte innovative che sposano la funzionalità all’estetica. In particolare, il Corian e l’HPL consentono di creare dei piani cucina integrati ai lavandini montati, creando, così, un effetto di continuità dall’impagabile bellezza.

Top cucina Corian

I vantaggi di un top in Corian uniscono un’elevata possibilità di personalizzazione in termini di colore e forma (lineare, angolare, circolare) ad una resistenza su tutti i fronti: agli urti, alle macchie e ai graffi. Un piano cucina in Corian è, inoltre, molto facile da pulire, essendo a base di un materiale non poroso.  Un altro vantaggio di questo materiale innovativo risiede nel fatto di poter essere ripristinato in caso di danni da uso improprio, senza dover cambiare tutto il piano.

Va invece sfatato il mito che vede il Corian dotato di alta resistenza alle temperature: non è così ma va riconosciuto che questo, forse, è l’unico limite importante di questo materiale pieno di potenzialità.

top cucina corian

Top cucina HPL

Anche se, di fatto, si tratta di un laminato, l’HPL risulta essere molto più resistente. Come dice il nome stesso, che, tradotto dall’acronimo, si legge High-pressure decorative laminates, questo materiale è ottenuto sottoponendo ad alta pressione strati di fibre di cellulosa impregnati con resine termo indurenti. Questo processo fa sì che un top in HPL resista praticamente ad ogni stress da utilizzo.

Top in gres o Laminam

Come nel caso del Corian, esistono marchi che sono divenuti riconosciuti come nome del materiale stesso: è il caso dei top in Laminam, materiale naturale cotto ad altissime temperature per dare forma a lastre di grandissimo formato e di minimo spessore (circa 1 cm).

Da questo processo nascono superfici che non si rigano e che hanno una elevatissima resistenza al calore.

Top cucina in Dekton, Lapitec o Neolith: il trionfo della pietra sinterizzata

Le pietre sinterizzate sono state a lungo utilizzate esclusivamente come rivestimento esterno e, solo da poco tempo, il mondo dell’interior design sta guardando con interesse a questi materiali.

Si presentano in lastre di notevole grandezza (almeno 3 metri) e, grazie alle loro proprietà igieniche e iper-resistenti, risultano davvero adatte ad essere utilizzate per il top della cucina. A tutto ciò, si aggiunge la loro immunità al calore e all’assorbimento dei liquidi.

Il primo esempio di top in pietra sinterizzata è costituito da quello in Dekton, ottenuto tramite la lavorazione di una miscela di materiali all’interno di forn di grandissime dimensioni. La materia prima utilizzata viene sottoposta a forte pressione, a temperature elevatissime. Ne deriva un piano praticamente indistruttibile, ma… Questo significa che sia sempre la soluzione migliore?

Si tratta di un materiale dal costo altissimo, che non è detto risponda alle esigenze di chiunque. Pertanto, prima di chiederti quale sia il migliore materiale in assoluto per il top della tua cucina, la vera domanda è: quale top soddisfa al meglio le tue reali necessità?

Un’altra possibilità per top in pietra sinterizzata è quella offerta dal Lapitec. Realizzato a partire da materiale totalmente naturale, un top in Lapitec non si graffia, è antibatterico e si pulisce facilmente.

top cucina lapitec

Infine, tra le pietre sinterizzate, il Neolith si presenta come un’evoluzione del Gres Ceramico ed è composto da una base di minerali derivanti dal granito, dal quarzo e dal feldspato, alla quale si miscelano altri componenti di origine minerale e ossidi naturali, in grado di assicurare robustezza e stabilità termica.

Come il Dekton, anche il Neolith e il Lapitech offrono moltissimi vantaggi pratici ma presentano dei prezzi molto alti.

Top cucina in vetro

Il top della cucina in vetro….
Ci hai mai pensato? Forse no, perché credi che si tratti di un materiale troppo delicato, adatto solo a chi la cucina non la usa veramente.

Devi sapere che, invece, quello usato per i top della cucina è un vetro temperato, ovvero sottoposto ad un processo che, esponendo la materia prima ad alte temperature per poi raffreddarla velocemente, restituisce un materiale molto più resistente di come ci si immagina il vetro.

Certo, gli spigoli di un top in vetro saranno sempre più delicati di quelli realizzati con altri materiali ma, per contro, i vantaggi in termini di estetica e raffinatezza sono davvero inestimabili.

Altri plus offerti dall’uso del vetro per il top della cucina sono: la sua facilità di pulizia, la garanzia di igiene e la luminosità che dona all’ambiente, oltre al fatto che, essendo un materiale eco-compatibile, offre stile e praticità con un’attenzione particolare al green.

A fronte di tutti questi vantaggi, va ricordato che, se sei quel tipo di persona che non sopporta di vedere il minimo graffio sul top, scegliendone uno in vetro dovresti prestare la massima attenzione!

Top cucina in Fenix

Nessun materiale è in grado di battere il Fenix in fatto di innovazione tecnologica! Il perché si spiega raccontando le origini del suo nome, da attribuire al mito dell’Araba Fenice che, proprio come questo prodotto, è in grado di rigenerarsi in continuazione.

Grazie all’impiego di nanotecnologie, la parte esterna dei top per cucine in Fenix risulta avere un vero e proprio potere rigenerante: tutti i danni non irreparabili, come righe o guasti, infatti, possono essere aggiustati semplicemente sottoponendo la zona danneggiata a calore e si tratta di un intervento che ognuno di noi può fare in autonomia.

Questa è la caratteristica di spicco di questo materiale, ma va ricordato anche che scegliere un top in Fenix significa avere la garanzia di un materiale igienico, antistatico, semplice da pulire, made in Italy e dal rapporto qualità prezzo molto interessante.

Piani cucina materiali antibatterici

L’igiene in cucina è importantissima: il top della cucina deve assicurare la massima possibilità di igienizzazione prima e dopo l’utilizzo. In linea di massima, tutte le superfici non porose assicurano una risposta adeguata all’esigenza di pulizia facile e accurata ma l’attenzione all’igiene è il motivo principale per cui si sceglie un top cucina in acciaio.

Top cucina in acciaio

Se il materiale più usato nelle cucine professionali è da sempre l’acciaio, un motivo ci sarà!
Senza alcun dubbio, esso sta proprio nella possibilità di igienizzare in modo assoluto questa superficie. Certo, i piani in acciaio per cucine domestiche non sono molto diffusi perché ad una indiscussa robustezza e perfetta pulizia, si affianca una facilità al graffio e non sempre una perfetta rispondenza al gusto estetico generale.

L’acciaio si sposa molto bene con le cucine moderne ma è, ad esempio, impensabile da abbinare ad una cucina rustica o classica.

top cucina acciaio

Materiali top cucina economici

Quando si ha l’esigenza di risparmiare o, semplicemente, si prevede che si farà un utilizzo saltuario della cucina che si sta per acquistare, ci si può orientare a materiali meno sofisticati, anche senza rinunciare all’estetica.

Top cucina in laminato

Sul mercato esistono molti tipi di piani per cucina in laminato che offrono, a una spesa contenuta, caratteristiche di resistenza variabili.

Va però considerato che un pianale cucina in laminato non resiste alle alte temperature e all’umidità e che, a volte, se non trattato, può anche non presentare una soddisfacente impermeabilità.

Quindi si tratterà di una superficie di appoggio e lavorazione con molti limiti.

Questo non significa che non possa essere una buona soluzione. Un esempio?

Dalla differenza di prezzo tra un top in laminato e un top in laminam o marmo, può uscire fuori il budget per il divano!

In pochi sottovalutano inoltre un aspetto fondamentale dei top per la cucina: si possono sostituire più facilmente di quanto si pensi.

Pertanto, è possibile valutare di effettuare un investimento iniziale contenuto, per poi sostituirlo dopo qualche anno, quando magari ci saranno meno spese da sostenere in concomitanza.

top cucina laminato

Il Sistema Abitativo®, è nato proprio per aiutarti a compiere le scelte migliori non secondo un qualsiasi catalogo o manuale, ma a individuare le soluzioni migliori per te, prendendo in analisi e aiutandoti a definire le tue priorità, le tue reali esigenze, il tuo modo di vivere la casa quotidianamente.

Il percorso in 12 fasi ha inizio con la Diagnosi: ecco come funziona.

etichetta energetica elettrodomestici

Nuove etichette energetiche elettrodomestici: cosa indicano e come leggerle

Le prestazioni energetiche degli elettrodomestici rappresentano un fattore sempre più determinante nella scelta da parte di chi deve arredare casa o, semplicemente, rinnovare la propria cucina.

Questione di risparmio economico, ma non solo: i consumatori sono sempre più attenti ai valori legati al rispetto dell’ambiente.
Ecco perché, qualche anno fa, è nato il concetto di etichettatura energetica degli elettrodomestici che, negli anni, si è evoluto sempre di più. Vediamo cos’è l’etichetta energetica e cosa cambia con le nuove etichette energetiche, obbligatorie da Marzo 2021.etichette energetiche elettrodomestici

Etichetta energetica: quando e perché è nata

Prima di esaminare le novità introdotte dalle nuove etichette energetiche, è bene fare un passo indietro per capire quando è nata e perché è stata introdotta l’etichettatura energetica.

Dal 1998, in Italia, esiste l’etichetta energetica per gli elettrodomestici, che è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Questo sistema di etichettatura nasce per stimolare la produzione di elettrodomestici e apparecchiature varie sempre più prestanti e dai bassi consumi energetici.

L’etichetta energetica non è altro che l’espressione della classe energetica in base ad una scala, a cui corrispondono fasce di consumi annuali in kW, di un determinato apparecchio elettrico.

Negli anni si è assistito a un miglioramento progressivo dei consumi così che, fino a qualche mese fa, la lettera A+++ indicava i consumi minimi possibili e, all’estremo opposto, la lettera G indicava gli elettrodomestici con le prestazioni minori, dovute a consumi energetici maggiori.

Le classi di efficienza energetica riportate sugli elettrodomestici in commercio sono rese ancora più chiare da un sistema di colori che va dal verde scuro, abbinato alla classe A, fino al rosso, in abbinamento alla classe G.

Nuove etichette energetiche: cosa è cambiato

La corsa ai consumi minori ha portato gli elettrodomestici presenti sul mercato ad ottenere livelli di prestazione energetica altissimi.
Questo ha reso obsolete le classificazioni energetiche in vigore e, così, la Gazzetta Ufficiale del 5 Dicembre 2019 ha recepito il nuovo Regolamento Europeo in materia di etichettatura energetica.

Le nuove norme sulle etichette energetiche sono obbligatorie dal 1 Marzo 2021 e riguardano sia le vendite in negozio, sia quelle online, ma la normativa consente che i prodotti etichettati secondo le vecchie regole possano essere venduti fino al 30 Novembre 2021.

Nuova classificazione energetica: la scala A-G

Una delle novità più lampanti del nuovo sistema di classificazione energetica degli elettrodomestici è la revisione della scala di classificazione.

Come dicevamo, quando è entrato in vigore l’obbligo di etichetta energetica per gli elettrodomestici, la scala andava da A a G e solo pochi apparecchi arrivavano ai livelli più alti di prestazione.

Con gli anni, sempre più elettrodomestici si sono evoluti, superando addirittura gli standard previsti nella classe A e, per questo motivo, si è voluto ricorrere a doppie lettere e a segni + per contrassegnare prestazioni sempre più elevate.

Questo sistema rendeva confusionaria e, per certi versi, anche ingannevole la classificazione e, dunque, la nuova normativa reintroduce la scala semplice da A a G.
Rimangono, invece, invariati i colori della scala cromatica.

elettrodomestici etichette energetiche

Il QR Code sull’etichetta energetica degli elettrodomestici

Un’importante novità della nuova etichetta energetica è il QR code che diventa obbligatorio e si potrà trovare in alto a destra. Inquadrando questo codice, il consumatore può accedere, tramite smartphone a molte informazioni relative al prodotto. Questi dettagli aggiuntivi sono accessibili grazie all’istituzione di una vera banca dati ufficiale, la Eprel UE gestita dall’Unione Europea, in cui i produttori sono obbligati a condividere le informazioni richieste sui propri prodotti.

Sei gruppi di elettrodomestici: a ognuno la propria etichetta

Al fine di permettere una puntuale etichettatura di ogni apparecchio, gli elettrodomestici sono stati divisi in sei gruppi, ognuno dei quali deve avere delle etichette che contengano, oltre al consumo di elettricità, anche determinate informazioni relative, per esempio, alla quantità di acqua utilizzata per il ciclo di lavaggio, per lavatrici e lavastoviglie, o alla capacità di stoccaggio, per i frigoriferi, ad esempio.

Tralasciando la categoria relativa ai frigoriferi per la vendita diretta, ecco i gruppi di elettrodomestici con le principali novità che riguardano ciascuno di essi:

  • Nuova etichetta energetica lavastoviglie: molto evidenti, per questo gruppo di elettrodomestici, sono le indicazioni sulla quantità di coperti, sul consumo di acqua e sul rumore emesso.
  • Nuova etichetta energetica lavatrice e lavasciuga: oltre ad integrare l’etichetta con nuove informazioni, la novità più interessante, per questo gruppo, è quella che riguarda il nuovo metodo di calcolo dei consumi: non più basato sul consumo medio annuo, stimato su 220 cicli con un programma di cotone a 60°, ma su quello relativo a 100 cicli di lavaggio con programma “Eco 40-60”, ovvero quello che assicura un maggior risparmio energetico.
  • Nuova etichetta energetica frigoriferi: le informazioni contenute nelle etichette di questo gruppo, oltre a quelle energetiche, sono relative al numero e al volume degli scomparti e al rumore emesso, espresso in decibel.
  • Nuova etichetta energetica display elettronici: oltre alle indicazioni di consumo e ad altre informazioni reperibili anche sulle etichette di altri elettrodomestici, viene riportata la misura della diagonale dello schermo;
  • Nuova etichetta energetica lampade: in questo caso l’etichetta è molto chiara e si concentra prettamente sui consumi.

Le nuove etichette energetiche sono uno strumento importante per la scelta degli elettrodomestici, ma di certo non l’unico elemento da tenere in considerazione.

I piccoli e grandi elettrodomestici di casa devono essere efficienti sia per l’ambiente, sia per te: ovvero, rispondere alle tue esigenze e alle tue abitudini di utilizzo. Saranno al tuo servizio ogni giorno per molti anni!

Proprio per questa ragione, non esistono scelte “piccole” o “poco importanti” quando si tratta di arredare casa o di acquistare un unico elemento che deve integrarsi perfettamente in un ambiente già costruito.

Anche quelle scelte che sembrano secondarie possono portare a errori dei quali ti pentiresti entro poco tempo!

È per questo che abbiamo preparato per te una guida gratuita completa, che ti aiuterà passo passo nell’arredamento della tua casa e a evitare tutti quegli errori diffusi e frequenti, per portarti a ottenere la casa perfetta per te e per tua famiglia.

Scarica la guida Abitativo®

battiscopa design

Come scegliere il battiscopa e abbinarlo al design della casa

Il battiscopa è un elemento che ha un’importante funzione pratica e decorativa. Spesso si tende a sottovalutarne l’impatto visivo, forse perché, quando ben inserito nel contesto, tende quasi a scomparire. Ma provate a scegliere il battiscopa sbagliato: sarà impossibile non notare l’effetto stridente.

Fare la giusta scelta è, dunque, di fondamentale importanza.

battiscopa design

Come scegliere i battiscopa

Quasi sempre si dice “scegliere le piastrelle” e si dà per scontato che il battiscopa sia quasi un elemento incluso. Non è così: infatti, il battiscopa è un punto su cui occorre soffermarsi, valutandone l’accostamento con il pavimento, il colore o il rivestimento del muro e, naturalmente, con l’atmosfera globale della casa.

La scelta di battiscopa, in termini di colori, materiali e profili è praticamente infinita e le combinazioni si moltiplicano se si apre la mente ad abbinamenti non scontati.

Per non cedere al disorientamento, però, è possibile seguire alcune linee guida standard: di seguito le più importanti.

Battiscopa: i principali materiali

I principali materiali utilizzati per realizzare i battiscopa sono:

  • legno: gli zoccolini così realizzati sono ideali per essere abbinati ad un parquet; uniscono il pregio della resistenza e della facile pulizia al contro dello sbiadimento della tonalità col passare del tempo
  • ceramica: abbinati sempre a pavimenti dello stesso materiale, sono la scelta più adatta per rivestire ambienti arredati in modo sobrio, sia di stile classico, sia moderno
  • marmo: ideale per le stanze destinate ad essere arredate in stile classico e raffinato
  • PVC: molto versatile perché può assumere le sembianze di molti altri materiali, per abbinarsi perfettamente a praticamente tutti gli ambienti
  • cotto: perfetto per rivestire la parte bassa dei muri di ambienti esterni o rustici
  • alluminio: un materiale un po’ insolito ma l’unica scelta azzeccata per stanze in stile hi-tech

Quale profilo per il battiscopa?

“Profilo” è il termine usato per identificare la forma del battiscopa. In effetti, uno zoccolino non può che avere una forma stretta e lunga, ma quando si parla di profilo ci si riferisce alle caratteristiche degli angoli del battiscopa stesso. Ecco quali sono i profili più usati e quando sceglierli.

  • Battiscopa a spigolo vivo: si tratta del tipo più usato, forse proprio per la sua semplicità. Con forma di regolare parallelepipedo, si rende adatto ad ambienti moderni e arredati semplicemente.
  • A becco di civetta: smussato nell’angolo superiore, può contenere un coprifilo, cosa che lo rende molto idoneo ad essere utilizzato in uno studio o in una camera da letto con angolo scrivania. Oltre a regalare un’ottima estetica, impedisce alla polvere di accumularsi nella parte superiore.
  • Con piedino: rimane distanziato dal muro nella parte inferiore, creando un effetto di continuità col pavimento. Risulta particolarmente adatto ad ambienti rustici e a materiali naturali come il legno.

battiscopa spigolo

Battiscopa: quale colore?

Una volta identificati il materiale e il profilo, bisognerà chiedersi quale colore scegliere per il battiscopa. Qui entrano in gioco, naturalmente, i gusti personali e la volontà, o meno, di osare e uscire un po’ dai canoni.

Sì, perché la scelta classica è quella di abbinare lo zoccolino al pavimento per concordanza, restando sullo stesso colore, ma nulla vieta di scegliere un tono su tono, oppure di abbinare il battiscopa al colore degli infissi.

Un’altra idea è quella di scegliere, per lo zoccolino, il materiale del pavimento ma il colore del muro, per creare un effetto ponte tra i due.

come scegliere battiscopa

Il battiscopa più adatto per il pavimento in marmo

Tra i molti aspetti da tenere in considerazione per scegliere il battiscopa, c’è sicuramente quello del materiale del pavimento. Alcuni materiali lasciano spazio all’estro e alla creatività, mentre per i pavimenti in marmo vige una regola quasi aurea che obbliga a scegliere il battiscopa dello stesso materiale.

Questo perché, per le caratteristiche cromatiche del marmo (colore di fondo e venatura), sarebbe impossibile trovare un accostamento con un materiale diverso che non sembri un ripiego.

Quanto deve essere alto il battiscopa?

Non occorre preoccuparsi troppo delle misure, in quanto la dimensione del battiscopa è tendenzialmente standard:

  • altezza: 6-8 cm
  • spessore: 1-2 cm
  • lunghezza: 2,40 – 3,00 m (adattabile, naturalmente, a tutte le misure)

Naturalmente, agli standard riportati sopra si possono fare alcune eccezioni, legate allo stile dell’ambiente.

Ad esempio, se l’effetto finale che si vuole ottenere è quello di uno stile moderno, il battiscopa potrà essere più basso, per donare leggerezza e semplicità all’ambiente.

Al contrario, in una stanza classica o barocca, uno zoccolino più alto e spesso può acquisire una certa importanza.

Attenzione, però all’altezza dei muri: se il soffitto è molto alto, nonostante lo stilo moderno, sarà meglio attenersi alle altezze standard.

Quando mettere il battiscopa e quando no

Il battiscopa è un elemento decorativo e funzionale così utilizzato che spesso diamo per scontato che sia necessario applicarlo in ogni stanza. In realtà, farne a meno è possibile, anzi, consigliato in diversi tipi di occasioni!

La presenza del battiscopa tende infatti a mettere in evidenza ogni spigolo della stanza, ma anche a farla percepire come di dimensioni ridotte: “l’effetto scatola”, soprattutto quando si tratta di stanze di piccole dimensioni, è dietro l’angolo. Eliminare la presenza del battiscopa consente invece di far apparire gli ambienti più ampi e le pareti più libere.

 

Cosa mettere al posto dei battiscopa tradizionali

Quando si sceglie di lasciare un pavimento senza battiscopa, i motivi possono essere solo due: o non si vuole mettere nulla, oppure lo si vuole sostituire con una soluzione più innovativa o che assolva a funzioni pratico estetiche.

Scegliere di non mettere nulla al posto dello zoccolino, come si diceva prima, è possibile, con qualche piccola attenzione e rinuncia, e l’effetto ottenuto sarà quello di pareti più ampie e di un’atmosfera essenziale.

Se, invece, non si vuole rinunciare a quell’effetto decorativo e funzionale offerto dal battiscopa ma, anzi, lo si vuole rinforzare in un senso o in un altro, le proposte innovative non mancano.

Perché, ad esempio, non scegliere un battiscopa a LED, che consente anche di ottenere un’illuminazione soft della casa?

design led

Oppure perché non sfruttare lo spazio del battiscopa per migliorare l’efficienza energetica della casa, magari realizzando uno zoccolino radiante che diffonda calore al posto dei termosifoni?

Come visto, la scelta del battiscopa non dipende soltanto da una preferenza stilistica estemporanea: occorre avere uno sguardo d’insieme su tutte le finiture e gli arredi della casa per ottenere un risultato armonico, in grado di valorizzare ogni stanza.

In Abitativo®, il percorso verso il tuo arredo ideale si svolge in 12 fasi che ti permettono di mettere a fuoco tutte le priorità e di ottenere la casa perfetta per te e per la tua famiglia, senza trascurare alcun dettaglio: dalle finiture al più piccolo complemento.

In questo modo, ti innamorerai della tua casa ancor prima di varcarne la soglia, per continuare ad amarla ogni giorno.

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nicchia cartongesso bagno

Nicchie nel muro: come realizzarle e come arredarle

 

Che siano spazi preesistenti in una casa, o che si decida di crearne ad hoc quando si ristruttura e ammoderna gli ambienti, le nicchie offrono ottimi spunti per donare dinamismo alle pareti, creare angoli da mettere in risalto e aumentare lo spazio funzionale negli ambienti. Ecco alcune idee per realizzare delle perfette nicchie a muro.

Perché scegliere di creare una nicchia nel muro: estetica o funzionalità?

Le nicchie nelle pareti sono realizzazioni che possono avere motivi estetici, ad esempio per valorizzare il design di un ambiente, oppure possono avere motivi funzionali, legati all’esigenza di ottenere più spazio fruibile e meglio organizzato.

nicchia muro

Nicchie nel muro da arredamento

Le nicchie possono essere usate per impreziosire l’arredo e il design dell’ambiente in generale. Giocando sui colori, ad esempio, si può scegliere di “annegarle” nel resto dell’ambiente, privilegiando la continuità e scegliendo, magari, di dipingerle dello stesso tono usato per resto della stanza.

Al contrario, si può scegliere di valorizzarle, dipingendole con una tonalità in contrasto con quello circostante, oppure rivestendole con una carta da parati di particolare spicco.

Col giusto progetto illuminotecnico, poi, le nicchie nei muri possono contribuire rendere ancora più raffinato lo stile dell’ambiente. In quest’ottica, si può, ad esempio, scegliere di dotarle di faretti che illuminino gli oggetti ospitati, magari di design.

 

Creare una nicchia nella parete per aumentare o organizzare lo spazio

Se la scelta di creare una nicchia o di arredarne una esistente è di tipo funzionale, ovvero finalizzata a recuperare dello spazio utile ed organizzarlo al meglio, allora occorre orientarsi in modo differente a seconda dell’ambiente in cui la nicchia è localizzata e dell’utilizzo finale a cui essa è destinata.

Ecco delle idee per realizzare nicchie nel muro in ogni stanza della casa:

  • Nicchie in cucina: sfruttare le nicchie in cucina non è affatto difficile! Questa è la stanza in cui ordine e organizzazione sono ancor più importanti che in ogni altro ambiente. Arredare queste nicchie con delle mensole consente di disporre gli strumenti di lavoro o le stoviglie che si utilizzano di più, per avere sempre tutto a portata di mano. Le nicchie in cartongesso in cucina, poi, sono l’ideale per piccoli spazi sopra al piano cottura, dove disporre le spezie e i gusti.
  • Nicchie nel soggiorno e nel salotto: sono queste le stanze in cui si accolgono gli ospiti e, per questo motivo, le nicchie con mensole in legno massello sono l’ideale in un ambiente rustico. Questo perché, spesso, questo genere di scelta è perfetta per le nicchie del camino e perché le mensole di questo tipo sono adatte come espositori di qualsiasi oggetto: foto, sculture e souvenirs di ogni genere, peso e consistenza. Se si preferisce uno stile più moderno, allora si può giocare con l’illuminazione, utilizzando faretti a led che, con tutte le altre luci spente, creano effetti molto suggestivi.nicchie muro soggiorno
  • Nicchie nella parete del bagno: un bagno con nicchie è come un dono dal cielo! I modi per sfruttare una nicchia in bagno, infatti, sono infiniti. Le nicchie sulla doccia o sulla vasca, ad esempio, sono l’ideale per disporre i prodotti per la propria igiene personale, senza dover ricorrere a scomode mensole sporgenti. Se della giusta profondità, poi, questi spazi possono essere l’ideale per accogliere la lavatrice, un lavatoio e, sfruttando l’altezza, anche una mensola per i detersivi e uno stendino a soffietto, il tutto per ottenere un perfetto angolo lavanderia.

nicchia muro bagno

  • Nicchie camera da letto: le nicchie in cartongesso per camera da letto sono la soluzione ideale per realizzare comodini a muro e librerie. Arricchirle con faretti e luci soft rende, poi, l’intera stanza sofisticat ed elegante.

Nicchie nella parete: idee di realizzazione

Se la nicchia non è già esistente, i modi per crearla sono due: in muratura o in cartongesso.

Nicchie in muratura: quando sono possibili

Spesso, quando si acquista una casa costruita entro gli anni Settanta, ci si ritrova davanti a bellissime nicchie già esistenti.
In genere, comunque, è molto facile realizzarle in case dalle pareti spesse.

La nicchia in muratura è quella più funzionale in assoluto, perché consente di sfruttare lo spazio al 100% e anzi, se si ricava, aumenta, addirittura, lo spazio disponibile.

nicchia cartongesso

Nicchie in cartongesso: il massimo della personalizzazione

A differenza delle nicchie in muratura, quelle in cartongesso impongono meno vincoli per essere realizzate. Questo aspetto le rende sicuramente più versatili, lasciando maggiore spazio alla creatività.

A fronte di questo grande vantaggio, occorre sottolineare che le nicchie in cartongesso, possono essere molto utili e accattivanti, ma spesso richiedono di sacrificare una porzione corrispondente di spazio calpestabile in casa.

Per poter progettare ambienti armonici, che ti facciano vivere e sentire bene ogni giorno, è necessario avere un approccio globale che prenda in considerazione sin dall’inizio tutti gli elementi che caratterizzeranno ogni ambiente e, soprattutto, saperli mettere in relazione nel modo corretto.

Ecco perché in Abitativo® non ti proponiamo semplicemente un progetto d’arredo, ma ti accompagniamo lungo un percorso organizzato che consente di creare la tua casa su misura, perfetta per te e per la tua famiglia, senza che alcun dettaglio sia lasciato al caso.

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