bagno in camera

Bagno in camera: pro e contro di una soluzione sempre più diffusa

Hai mai fantasticato sull’idea di avere il bagno in camera da letto? Se la risposta è sì, sappi che sei in buona compagnia. Questa peculiare soluzione d’arredamento sta infatti diventato sempre più diffusa, tanto tra le famiglie quanto nelle abitazioni delle giovani coppie.

Nel primo caso, il bagno in camera serve a soddisfare l’esigenza più che legittima dei genitori di avere un bagno tutto per sé, lasciando quello principale ai figli, specialmente se sono più di uno.

Nel secondo, invece, ha più a che fare con il naturale bisogno d’intimità che caratterizza le coppie e, in questo caso, il bagno assume più che altro il significato di una piccola e intima alcova, magari comprensiva di una romantica vasca idromassaggio o una doccia emozionale.

Sia come sia, un bagno in più in casa fa sempre comodo, a maggior ragione se per usarlo non occorre nemmeno uscire dalla camera da letto. La domanda è: questa soluzione conviene davvero o non è poi così esaltante come sembra?

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Bagno in camera da letto: la normativa da rispettare

Prima di esaminare i pro e i contro del bagno in camera da letto, è doveroso sapere che una tale soluzione d’arredamento è soggetta al rispetto di una precisa normativa, le cui regole variano da Comune a Comune.

Questo, a ben guardare, potrebbe già rappresentare un primo svantaggio, in quanto per costruirlo dovrai necessariamente seguire uno specifico iter burocratico (con tutte le noie che ne conseguono!), onde evitare che il tuo bagno in camera risulti… “Fuorilegge”!

Ma se vuoi optare per questa soluzione, niente paura: il tuo consulente Abitativo® non si limiterà a progettare per te il tuo bagno in camera, ma ti affiancherà anche nel percorso burocratico, assicurandosi che ogni passo si svolga nel modo corretto e alleggerendoti del peso di doverti muovere, da solo, in una giungla che ti è sconosciuta!

Come primo step, capiamo insieme cosa sei tenuto a fare. Se, infatti, è vero che alcune regole variano a seconda del comune di residenza, ce ne sono altre che sono invece universali. Vediamo insieme quali sono.

Richiesta del permesso

Costruire un bagno in camera da letto significa modificare la pianta dell’appartamento, con l’obbligo di aggiornare la planimetria catastale. Ciò vuol dire che dovrai per forza chiedere il permesso al tuo comune, compilando:

  • la CILA (Comunicazione d’Inizio Lavori Asseverata);
  • la SCIA (Segnalazione Certificata d’Inizio Attività).

Il secondo attestato, a differenza del primo, ti viene richiesto solo nel momento in cui decidi d’intervenire anche sulle parti strutturali dell’ambiente: nel caso del bagno in camera, per esempio, dovresti compilare la SCIA se decidessi di aprire una finestra al suo interno. In caso contrario, infatti, avresti un bagno cieco e, in quanto tale, dovresti necessariamente installare un aeratore per garantire il ricambio dell’aria.

Capire qual è la soluzione più corretta non è ovviamente facile. Ecco perché la cosa migliore da fare è quella di affidarti a un abile progettista che, oltre a suggerirti il modo migliore di procedere sulla base delle tue reali esigenze, si occuperà anche della noiosa parte burocratica, evitando di farti commettere errori dettati dall’inesperienza.

Dimensioni

L’espressione “dimensioni” non si riferisce soltanto a quelle del bagno, bensì anche a quelle della camera in cui lo vuoi costruire. Devi infatti sapere che, per legge, la camera da letto deve possedere delle misure minime, al di sotto delle quali non si può andare.

Ciò significa che se la costruzione del bagno ridurrebbe le dimensioni della camera da letto al di sotto di tali misure standard…. Non la puoi fare! Più nello specifico, infatti, una camera matrimoniale deve avere una superficie di almeno 14 metri quadrati, mentre quella di una camera singola non deve scendere sotto i 9 metri quadrati.

Anche per questo è di fondamentale importanza rivolgerti a un progettista che, dopo aver esaminato attentamente la camera in cui vuoi costruire il bagno, ti dirà subito se l’idea sia fattibile o meno.

Non solo. Nel caso in cui sia una soluzione attuabile, provvederà anche a fare in modo che il progetto sia perfettamente in regola, rispettando le misure minime del bagno in camera: sia per quanto riguarda la distanza tra i sanitari, sia per quanto concerne le dimensioni generali del locale, soggette al Regolamento Edilizio del tuo comune.

Purtroppo, non tutti i professionisti dell’arredamento si fanno carico di questi aspetti… Per questo è fondamentale conoscere il sistema di lavoro del progettista che scegli di contattare, prima di decidere se affidargli la tua casa!

E se la tua domanda è: quanti metri servono per fare un bagno?

Sappi che è possibile realizzarne uno anche in meno di 4 metri. Anche in questo caso, è importante che tu scelga un progettista attento alle tue esigenze e alla tue necessità, che dedica sufficiente tempo per mettere a fuoco, insieme a te, le reali priorità tue e della tua famiglia.

Il bagno in camera non può essere l’unico bagno

Magari stai ristrutturando un vecchio appartamento, magari non è molto grande, magari vivi da solo e pensi che un solo bagno in camera sia comodissimo e più che sufficiente. Ebbene, anche in questo caso la risposta è no: il bagno in camera può essere il secondo, il terzo o perfino il quarto bagno, ma mai l’unico e il principale.

Come vedi, pertanto, le cose da sapere a proposito dei bagni in camera da letto sono davvero tante ed è importante affrontarle nell’ambito di un progetto che tenga conto di tutti i problemi e le variabili che caratterizzano questa peculiare soluzione d’arredamento.

Un progetto che dovrà essere coordinato da un abile progettista, insieme al quale potrai esaminare a livello pratico come realizzare il bagno all’interno della tua camera da letto.

Soluzioni per il bagno in camera: come realizzarlo in maniera pratica e accattivante

La prima domanda a cui devi rispondere, nel momento in cui decidi di avviare un progetto di questo tipo, è: come dividere il bagno dalla camera da letto? Ebbene, una delle soluzioni maggiormente apprezzate e diffuse è quella è quella di realizzare un bagno in camera con il vetro.

Che cosa significa, questo, all’atto pratico? Significa optare per una soluzione minimalista ed essenziale, usando un semplice ed elegante divisorio in vetro per separare i due ambienti. Il risultato sarà quello di rendere il bagno perfettamente visibile in tutti i suoi dettagli: una caratteristica che, se da un lato conferirà alla stanza un piacevole senso di leggerezza e di maggiore ampiezza, dall’altro andrà un po’ a discapito della privacy.

Ecco perché è di fondamentale importanza discutere ogni soluzione con il tuo progettista, che saprà senz’altro trovare l’opzione migliore per separare i due ambienti: un’opzione che tenga conto tanto dell’estetica quanto della praticità, come per esempio l’utilizzo di una bella porta scorrevole.

Quest’ultima soluzione, contrariamente a quella precedente, valorizza molto l’aspetto della privacy, andando però a creare un brusco senso di stop tra il bagno e la camera, che potrebbe apparirti di colpo più piccola e “claustrofobica”.

Naturalmente non è affatto detto che tu la percepisca in questo modo: per saperlo con certezza, tuttavia, anche in questo caso dovresti discuterne con il tuo progettista, al fine di essere certo che una simile soluzione risponda davvero ai tuoi gusti ed esigenze.

Infine, è possibile attuare anche una soluzione dal design particolarmente strategico, che consiste nel realizzare una camera con bagno e cabina armadio. Va da sé che in un progetto così ambizioso l’aspetto delle misure assume un’importanza ancora maggiore, ma non si tratta di una missione impossibile.

Se quest’ultima idea t’intriga, pertanto, affidati anche in questo caso a un progetto studiato da un professionista competente. Una persona che non sia interessata solo ai soldi che potrebbe ricavarne, ma che pensi in primis ai tuoi interessi, cercando di capire insieme a te se l’opzione camera con bagno e cabina armadio sia effettivamente realizzabile.

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Come puoi capire tu stesso, pertanto, costruire un bagno in camera è una soluzione indubbiamente strategica, accattivante e di design ma, allo stesso tempo, comporta anche alcuni inevitabili svantaggi. Scopriamo insieme quali sono.

Il bagno in camera è realmente vantaggioso?

Se i vantaggi derivanti dall’avere un bagno in camera sono piuttosto evidenti, gli svantaggi potrebbero esserlo un po’ meno. Del resto è perfettamente normale che, preso dall’entusiasmo di realizzare il progetto, tu non riesca a percepire alcune piccole evidenze. La costruzione del bagno in camera comporterà infatti:

  • un inevitabile restringimento dello spazio della stanza, tenendo sempre presente che, se dovessi scendere oltre la soglia consentita, il progetto diventerebbe irrealizzabile;
  • la presenza di fastidiosi e inevitabili rumori notturni, che ti porteranno a svegliarti ogniqualvolta il tuo partner tirerà lo sciacquone;
  • la necessità di risolvere il problema della privacy;
  • nel caso tu scelga il separé in vetro, la necessità di tenere il bagno sempre in perfetto ordine, quasi come se fosse un “locale da esposizione”.

E se in aggiunta a tutto questo ti stai chiedendo quanto costa costruire un bagno in camera, sappi che darti una risposta precisa non è affatto possibile. Come hai visto tu stesso, un simile progetto è realizzabile in molte soluzioni differenti e le variabili che entrano in gioco sono oggettivamente tante.

Ecco perché noi di Abitativo® abbiamo messo a punto un sistema efficacissimo che, in 12 step, ti permetterà di realizzare il perfetto bagno in camera: pensato e personalizzato su misura dei tuoi bisogni e delle tue necessità. Come ci riusciamo?

Dedicando ampio spazio al primo step: una Diagnosi personale e accurata attraverso la quale potremo capire cosa ti aspetti di ottenere da questo progetto, o da qualunque altro tu abbia in mente.

Ti aiuteremo a mettere a fuoco le tue priorità e a trovare la soluzione che amerete sia il primo giorno, sia ogni giorno successivo che trascorrete nella vostra casa. Metteremo le base del percorso che affronteremo insieme, offrendoti la sicurezza di un progetto costruito davvero a tua misura, nei tempi concordati e nel rispetto del budget da te indicato.

Per scoprire il nostro metodo:

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rivestimento del bagno in parquet

Cosa mettere al posto delle piastrelle del bagno? Scopri tutte le soluzioni senza fughe!

Diciamoci la verità: fare le pulizie è un compito che non piace a nessuno, ma ci sono zone e punti specifici della casa che ci risultano particolarmente ostici. E il primo posto della “top ten” è sicuramente occupato dalle fughe delle piastrelle del bagno.

Pulire questi piccoli e fastidiosi interstizi è infatti un compito particolarmente noioso, ma ahinoi necessario. Non solo per non rischiare di danneggiare l’estetica delle piastrelle, ma soprattutto per evitare che quelle minuscole fessure diventino territorio fertile per muffe, germi e batteri che, alla lunga, finirebbero per rovinare anche la nostra salute.

E se ti dicessimo che esiste il modo per liberarsi per sempre di questa fastidiosa incombenza? Forse ci hai già pensato, forse no, ad ogni modo la soluzione più semplice, in questo caso, è anche quella più radicale e consiste nell’eliminare definitivamente le piastrelle con le fughe.

In commercio esistono infatti numerose soluzioni alternative e di design, in grado di assicurarti piastrelle del bagno senza fughe: belle da vedere e pratiche da pulire. Sei curioso di conoscerle? E allora prosegui con la lettura e scopri i consigli che noi di Abitativo® abbiamo pensato per te!

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Bagno con piastrelle vs bagno senza piastrelle: qual è la soluzione migliore?

Il bagno piastrellato rappresenta una delle soluzioni più comuni e tradizionali che si possano adottare. Pur trattandosi di un rivestimento piuttosto “datato”, visibile già nelle abitazioni dei nostri nonni, molti pavimenti per case moderne prevedono tutt’oggi l’utilizzo delle piastrelle.

Il vantaggio di questo rivestimento, infatti, è dato dalla possibilità di adottarlo tanto per i pavimenti quanto per le pareti, dando vita a piacevoli soluzioni di continuità, dall’estetica semplice e accattivante. Il fascino della piastrella smaltata, del resto, è pressoché intramontabile.

L’unico vero svantaggio di una soluzione di questo tipo è per l’appunto dato dalla presenza delle odiatissime fughe che, oltre a creare i già citati problemi di pulizia, agli occhi di alcune persone appaiono come fastidiose interruzioni di una superficie che potrebbe invece presentarsi piacevolmente liscia e uniforme.

La verità è che non esiste una soluzione realmente migliore di un’altra. Così come ci sono persone che non rinuncerebbero mai al loro adorato rivestimento in piastrelle, ce ne sono altre che invece non lo possono soffrire e che sono alla disperata ricerca di una soluzione alternativa.

La cosa migliore da fare, in questi casi, è sempre e comunque quella di chiedere l’assistenza di un bravo progettista: non una persona interessata esclusivamente a venderti i propri rivestimenti, ma un esperto in grado di valutare l’effettiva situazione del tuo bagno, capendo insieme a te qual è la soluzione che meglio si sposa con le tue esigenze e necessità.

Piastrelle del bagno senza fughe: quattro rivestimenti di design

Se il tuo sogno più grande è quello di adottare piastrelle del bagno senza fuga, sarai felice di sapere che il mondo dell’interior design mette a tua disposizione numerose opzioni, tanto che potresti facilmente ritrovarti con l’imbarazzo della scelta.

Ecco perché è importante evitare le decisioni prese sulla base dell’istinto del momento, o tenendo in considerazione la sola estetica: il fatto che il rivestimento che hai adocchiato su quella foto in rete appaia così bello e irresistibile, non significa che sortirebbe lo stesso effetto applicato alle pareti o al pavimento del tuo bagno.

Da qui la necessità di valutare, con l’aiuto di un interior designer professionista, qualsiasi soluzione ti venga in mente, magari dopo esserti lasciato ispirare dai quattro consigli che stiamo per darti.

Rivestimento senza fughe in gres porcellanato

Tra tutti i materiali che potresti adottare per il tuo rivestimento in piastrelle senza fughe, il gres porcellanato rappresenta senz’altro uno di quelli più versatili e semplici da gestire. Applicabile tanto alle pareti quanto al pavimento, presenta una superficie perfettamente liscia e omogenea, impermeabile ai liquidi e particolarmente resistente.

In aggiunta a questo, brilla anche sotto l’aspetto estetico, in quanto possiede la caratteristica unica di “imitare” i principali materiali di pregio. Ciò significa che sarai libero di scegliere tra varie tipologie di gres, come per esempio:

  • a effetto marmo;
  • a effetto legno;
  • a effetto pietra;
  • a effetto cotto;
  • a effetto cemento;
  • a effetto metallo.

Sfruttando una o più di queste tipologie, pertanto, potrai facilmente simulare un rivestimento di pregio, dotando l’ambiente di fascino ed eleganza. L’unico appunto che è doveroso fare è che anche soluzione apparentemente così allettante dev’essere attentamente valutata sulla base di un progetto appositamente creato per il tuo bagno.

Rivestimento senza fughe in resina

In virtù della sua ottima idrorepellenza e alla facilità di pulizia, dovuta alla superficie perfettamente liscia e omogenea che caratterizza questo rivestimento, la resina rappresenta anch’essa un’eccellente soluzione per il tuo bagno, se ambisci a delle piastrelle per parete senza fuga.

Proprio come il gres, oltretutto, la resina ti permette di dare vita ad eleganti rese estetiche, grazie al fatto di essere disponibile in una molteplicità di colori, tonalità e sfumature diverse, e perfino in versione tridimensionale grazie all’ausilio di apposite stampe.

Quest’ultima caratteristica la rende un rivestimento particolarmente apprezzato anche per i pavimenti del bagno che, una volta ricoperti di resina 3D, acquisiranno un effetto di profondità incredibilmente realistico.

Potrai, per esempio, simulare un fondale marino, un impressionante canyon di montagna o perfino una romantica landa innevata! Tuttavia, prima di precipitarti ad adottare una soluzione così impattante per il pavimento del tuo bagno, assicurati che sia realmente ciò che vuoi e che, soprattutto, sia un’opzione in grado di armonizzarsi con lo stile dell’ambiente.

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Rivestimento senza fughe in carta da parati

Sempre a proposito di stampe tridimensionali, un altro rivestimento che è in grado di assicurarti tale effetto (e molti altri ancora!) è la carta da parati. Forse penserai che, dato il materiale di cui è fatta, non sia una soluzione proponibile per il bagno, ma in realtà non è affatto così.

In commercio esistono infatti carte da parati realizzate in vinile e rese impermeabili grazie all’applicazione di uno strato in PVC. Ciò le rende tranquillamente sfruttabili anche per le pareti del bagno che, adottando questa soluzione creativa, non solo saranno totalmente prive di fughe, ma acquisiranno di colpo un nuovo look grazie all’infinità di disegni, stampe e fotografie che la carta da parati mette a tua disposizione.

Come sopra, tuttavia, anche in questo caso vale il consiglio di valutare con attenzione l’effettiva praticabilità di questa soluzione. L’errore più grande che tu possa fare è infatti quello di stendere sul muro una sgargiante carta da parati tridimensionale, salvo poi scoprire che l’effetto finale non soddisfa le tue aspettative!

Onde evitare di commettere un errore così spiacevole, pertanto, attieniti sempre ai consigli di un bravo progettista, che ti aiuterà a capire se la carta da parati rappresenti o meno una soluzione idonea per il tuo bagno.

Rivestimento senza fughe in parquet

Come posare un pavimento senza fughe? Se questa è la domanda che ti poni incessantemente ogniqualvolta ti chini a pulire gli odiosi interstizi delle piastrelle del pavimento, abbiamo una soluzione che potrebbe intrigarti non poco: dotare il tuo bagno di un elegante parquet!

Esattamente come con la carta da parati, molte persone sono erroneamente convinte del fatto che il parquet non sia adatto per il bagno, in quanto l’umidità che caratterizza questo ambiente finirebbe inevitabilmente per danneggiare il suo legno delicato.

La verità, invece, è che il legno del parquet può essere sottoposto ad appositi trattamenti di impermeabilizzazione, tale da renderlo idoneo anche per il pavimento del bagno. Così facendo, scopriresti l’indescrivibile piacere di camminarci sopra a piedi nudi e l’intero bagno assumerebbe di colpo i tratti suggestivi di un’elegante spa di montagna!

Anche questa accattivante soluzione, tuttavia, non può essere adottata ad occhi chiusi. Parliamo pur sempre di un rivestimento che necessita di cure e attenzioni particolari, a maggior ragione se viene posato in bagno, motivo per cui è sempre meglio chiedere il consiglio esperto di un abile progettista.

Come scegliere il giusto rivestimento

I quattro rivestimenti che ti abbiamo proposto rappresentano altrettante soluzioni che sei libero di adottare per il tuo bagno, a patto però di azzeccare quella giusta.

E qual è la soluzione giusta?

Molto semplicemente, quella in grado di rispecchiare le tue reali esigenze e necessità. Se pensi che l’obiettivo più importante da conseguire sia quello di liberarti dalle odiatissime fughe, sappi che non è affatto così.

Quello, se mai, è il punto di partenza. Il vero obiettivo è infatti quello di trovare il rivestimento perfetto per il tuo bagno: quello realmente rispondente ai tuoi bisogni e desideri. Per aiutarti a trovarlo, noi di Abitativo® abbiamo messo a punto un efficacissimo percorso in 12 fasi che, partendo da una Diagnosi personalizzata, ci permetterà di scoprire insieme qual è il rivestimento senza fughe più adatto a te.

Sei curioso di saperlo?

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camera da letto

Ristrutturazione della camera da letto: come rinnovarla con le nostre idee di design!

La camera da letto è probabilmente l’ambiente più intimo e personale della casa: una stanza che, per ovvie ragioni, non sei solito mostrare a chiunque e che in qualche modo parla di te e di come sei fatto.

Se dormi in una camera da letto che non ti rispecchia o che non è arredata secondo i tuoi gusti, pertanto, ti sentirai inevitabilmente a disagio e inizierai a desiderare di averne una diversa e più rispondente alle tue necessità e preferenze personali.

Magari potresti trovarla scomoda perché non hai lo spazio sufficiente per riporre i vestiti o, più semplicemente, potrebbe trattarsi di un ambiente che non ti rispecchia realmente. Quanto è frustrante arrivare a fine giornata agognando il meritato riposto ed essere costretti a dormire in una stanza che ti trasmette solo disagio e fastidio?

Se queste sensazioni ti suonano familiari, sappi che è perfettamente normale, così come lo è il fatto che desideri apportare delle modifiche radicali alla tua camera da letto. La domanda è: come esaudire questo tuo legittimo desiderio?

Molto semplicemente seguendo i consigli che abbiamo preparato per te, nei quali ti spiegheremo come rinnovare una vecchia camera da letto che non ti soddisfa più e trasformarla in un ambiente nuovo, creativo e di design!

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Ristrutturazione della camera da letto: le opzioni a tua disposizione

Se ti sei finalmente deciso a ristrutturare la tua camera da letto, devi innanzitutto avere ben presente il tipo di progetto che intendi realizzare. Le opzioni a tua disposizione sono infatti due:

  • la prima prevede di effettuare una ristrutturazione edile della camera da letto completa;
  • la seconda, invece, non comporta opere murarie vere e proprie, bensì un restyling della camera allo scopo di migliorarla e di renderla più rispondente ai tuoi gusti e alle tue necessità.

Sapere quale soluzione mettere in atto è ovviamente una decisione che spetta soltanto a te, ciò nonostante potrebbe non essere semplice da prendere. Tieni conto che, se opti per la prima opzione, dovrai inevitabilmente consultare il Regolamento Edilizio del tuo comune, assicurandoti di chiedere tutti i vari permessi e le autorizzazioni che servono per dare il via a un lavoro di questo tipo.

La seconda opzione, al contrario, prevede un semplice restyling dell’ambiente preesistente, sulla base della nota filosofia secondo cui “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. In parole povere, se adotti questa soluzione, non avrai bisogno di alcun permesso, in quanto sfrutterai i trucchi e le strategie che il mondo dell’interior design ti mette a disposizione per conferire alla tua camera da letto un look completamente rinnovato.

Stabilire a priori quale sia la scelta migliore, tra queste due opzioni, non è ovviamente possibile. La prima soluzione, quella che prevede una ristrutturazione completa dell’ambiente, prevede inevitabilmente costi più elevati, ma ti permetterebbe anche di agire in maniera più decisa sull’ambiente, modificandone radicalmente anche la struttura.

La seconda soluzione, di contro, non ti consentirebbe un’azione così radicale, limitandosi a intervenire sull’arredamento della tua camera da letto, sul suo stile e sulla disposizione dei vari elementi, al fine di modificarli e conferire loro un volto nuovo e più rispondente alle tue esigenze.

Entrambe le opzioni, pertanto, ti offrono dei pro e dei contro e l’unico modo per capire con sicurezza quale adottare è quello di rivolgerti a un abile progettista: un professionista che sia realmente interessato a trovare la soluzione migliore per te, esaminando nel dettaglio le tue preferenze e necessità, per poi stabilire insieme a te cosa fare e come procedere.

Magari sei erroneamente convinto del fatto che l’unica maniera efficace di ristrutturare una camera da letto consista nell’adottare la prima soluzione, quella più “invasiva”. Se così fosse, preparati, perché stiamo per dimostrarti il contrario.

Come ristrutturare la camera da letto con l’arte del restyling

Per quanto possa sembrarti incredibile, è possibile rinnovare completamente il look della tua camera da letto mettendo in atto qualche semplice ed efficace trucchetto di design.

Si tratta di consigli strategici che ti permetteranno di rivoluzionare completamente lo stile preesistente, fino al punto di non riconoscere più l’ambiente in cui hai dormito per tanti anni. Vediamone insieme qualcuno.

Rinnovare le pareti

Le pareti di una stanza contribuiscono moltissimo alla resa estetica finale, nel bene e nel male. Ciò significa che, se effettuerai un corretto lavoro di restyling, potresti ottenere un effetto che non avresti mai immaginato, al punto da ritenerti già soddisfatto così.

Ma come rinnovare le pareti della camera da letto in maniera suggestiva e accattivante? Anche qui non esiste una soluzione che sia in assoluto migliore di un’altra. Un’idea particolarmente congeniale potrebbe essere quella di adottare la carta da parati. I vantaggi di questa soluzione sono infatti molteplici:

  • si adatta con facilità alle superfici preesistenti;
  • si stende senza la necessità di effettuare opere murarie;
  • è disponibile in un’infinità di modelli, tonalità, materiali e stampe differenti.

Scegliendo di ricoprire le pareti con una carta da parati, in sostanza, rivoluzionerai completamente il look della tua camera da letto che, di colpo, ti apparirà sotto una nuova luce.

Va da sé, naturalmente, che questa è soltanto una delle numerose idee che puoi decidere di mettere in atto e che, anche in questo caso, la cosa migliore da fare è sempre quella di chiedere consiglio a un interior designer professionista, che saprà dirti con certezza se la carta da parati è effettivamente una soluzione fattibile per il tuo caso.

Puntare sull’illuminazione

L’illuminazione di un ambiente riveste un ruolo estremamente importante, non solo a livello funzionale, ma anche sotto l’aspetto della resa estetica. Ci crederesti mai che magari il problema della tua camera da letto è interamente da imputare a un’illuminazione sbagliata?

Potrà sembrarti incredibile, ma ogni ambiente della casa necessita di luci progettate ad hoc e, nel caso in cui la soluzione adottata non fosse quella corretta, a risentirne sarebbe proprio la resa estetica finale.

Per la camera da letto, per esempio, andrebbe adottata un’illuminazione calda e soffusa, con temperatura intorno ai 2500K. L’adozione di lampadine a temperatura più elevata, infatti, darebbe vita a un’illuminazione fredda e invasiva, che ti farebbe inevitabilmente sentire a disagio e poco riposato.

Un’eccellente idea di restyling, pertanto, è quella di sostituire le lampadine preesistenti con modelli della giusta temperatura, progettando al contempo soluzioni d’illuminazione dal design più accattivante. Un esempio, a questo proposito, è dato dall’inserimento di strisce a led nei punti strategici della stanza, che andrebbero a creare un affascinante effetto decorativo.

Anche per quanto concerne un progetto illuminotecnico di questo tipo, tuttavia, il consiglio è sempre quello di affidarti a un progettista competente che, dopo aver effettuato un’analisi oculata della tua camera da letto e ascoltato le tue idee, saprà dirti con precisione qual è la tipologia d’illuminazione più adatta alla situazione.

Rivoluzionare l’arredamento

Un mobilio che non ti convince, uno stile che non ti rispecchia, colori e tonalità sbagliate: elementi di questo tipo finiscono inevitabilmente per incidere in negativo sulla resa estetica finale della tua camera da letto, ma anche sulle sensazioni che provi ogniqualvolta ci dormi.

La ristrutturazione della camera da letto deve quindi necessariamente passare anche da qui: da una rivoluzione dell’arredamento che coinvolga tutti i fattori che abbiamo citato. Magari non ci hai mai pensato, ma la camera da letto (come del resto qualsiasi altro ambiente della casa!) dice molto di te e della persona che sei, o almeno così dovrebbe essere.

Se, per esempio, sei una persona bisognosa di relax e tranquillità, dovrai necessariamente dormire in un ambiente il cui arredamento sia in grado di suscitare questo tipo di emozioni. Quindi sì ai colori freddi e riposanti come le tonalità del blu e dell’azzurro, nonché all’utilizzo di luci soffuse e di complementi d’arredo che contribuiscano a farti sperimentare queste sensazioni.

Se però hai dotato il tuo letto di un copriletto rosso fuoco e hai dipinto le pareti di un bel giallo vivace, capisci anche tu che sei ben lontano dallo sperimentare il relax che agogni così disperatamente!

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Naturalmente questo è un semplice esempio, che potrebbe anche non valere per te, ma è sufficiente a farti capire quanto sia importante possedere una camera da letto pensata e progettata su misura per chi vi dorme: un obiettivo che, come ti abbiamo ampiamente dimostrato, puoi conseguire anche con un semplice ma radicale restyling dell’ambiente.

Quanto costa ristrutturare la camera da letto?

Parlare a prescindere del costo della ristrutturazione della camera da letto di per sé non ha molto senso. Se pensi che sia sufficiente fare una ricerca in rete per farti un’idea del preventivo di una camera da letto nuova, potresti infatti rimanere deluso.

Questo perché non esiste un progetto che sia uguale a un altro e le cifre che troveresti su internet non terrebbero conto di tutte le infinite variabili che intervengono nell’ambito di una ristrutturazione personalizzata.

Ecco perché noi di Abitativo® non effettuiamo mai preventivi basati sul nulla ma, al contrario, ci preoccupiamo come prima cosa di realizzare un progetto personale e su misura, che tenga conto di tutte le esigenze e le necessità dei nostri clienti, così da poter fornire prezzi reali e finiti, che non subiranno alcuna modifica in fase d’opera.

Per farlo, ci premuriamo di conoscere con attenzione chi ci sta di fronte, ascoltando e valutando con attenzione tutti i suoi reali bisogni e desideri. E lo facciamo attraverso un efficacissimo strumento chiamato Diagnosi: primo di una serie di 12 step che ti porterà a dormire nella camera da letto dei tuoi sogni!

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cabina armadio

Come si progetta una cabina armadio: trucchi e soluzioni per realizzarla

Fare progetti su cabine armadio significa sognare di ritagliarsi uno spazio interamente dedicato al proprio abbigliamento. Maglie, camicie, pantaloni, scarpe: non c’è indumento o accessorio che in una cabina armadio non trovi il suo posto, quando invece negli armadi classici sono spesso sacrificati e, in alcuni casi, lo spazio risulta addirittura insufficiente.

Una cabina armadio, pertanto, risolverebbe definitivamente il problema di trovare lo spazio per i vestiti, che avrebbero finalmente una collocazione tutta per loro. E poi, vuoi mettere la comodità di non dover fare più il cambio stagione? Vuoi mettere la soddisfazione di avere sempre tutto a portata di mano, soprattutto nell’odiatissima mezza stagione, quando non si sa mai come vestirsi?

Ciò nonostante, è doveroso ricordarsi che per realizzare una cabina armadio occorre disporre del giusto spazio e rispettare determinate misure. Attenzione! Abbiamo detto “giusto spazio”, non “grande spazio”. Questo perché, contrariamente a quanto si pensi, per realizzare una cabina armadio non serve disporre di chissà quale ampiezza: con la giusta progettazione la si può tranquillamente realizzare anche in spazi di dimensioni ridotte.

E, a tal proposito, noi di Abitativo® abbiamo preparato una serie di trucchi e consigli che ti aiuteranno a realizzare la cabina armadio dei tuoi sogni, in grado di far invidia perfino a Carrie Bradshaw di “Sex and the City”!

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La misura della cabina armadio: un dato tecnico, ma imprescindibile

Il primo elemento su cui è d’obbligo concentrarsi, quando si accarezza l’idea di realizzare un progetto di questo tipo, riguarda lo spazio che andrà a occupare e quello che è doveroso mantenere. Stabilire le misure per la cabina armadio significa infatti attenersi a dei precisi valori standard, che riguardano:

  • la profondità della cabina armadio;
  • il passaggio nel corridoio.

Quest’ultimo, per esempio, dovrebbe possedere una larghezza di circa 80 cm: un valore che ti permetterà di entrare nella tua cabina armadio con sufficiente agio. Per quanto concerne invece il primo dato, vale a dire la profondità della cabina armadio, viene tendenzialmente calcolato uno spazio di circa 1 metro e 60 centimetri.

Parliamo ovviamente di dimensioni standard che, in quanto tali, non tengono conto di tutte le infine variabili che possono verificarsi in sede di realizzazione della cabina armadio e che hanno a che fare con la personale situazione abitativa di chi la sta progettando.

Ecco perché la cosa migliore che tu possa fare, per capire con precisione quanto spazio ci vuole per una cabina armadio, è quella di affidarti a un progettista che calcoli le misure non solo sulla base dello spazio che hai effettivamente a disposizione, ma anche tenendo conto delle tue personali esigenze e necessità:

 

  • Quante persone useranno la cabina armadio? Chi la utilizzerà maggiormente?
  • Vuoi riporre solo vestiti, o anche accessori?
  • Servirà uno spazio per abbigliamento e piccola attrezzatura sportiva?
  • Da quali stanze vuoi poter accedere alla cabina armadio?

Questi sono solo alcuni esempi delle domande che dovresti porti. Senza poi contare il fatto che, per calcolare quanto misura una cabina armadio, è necessario anche stabilire come la vuoi e in quale parte della casa intendi realizzarla. Tutte considerazioni che è necessario valutare con l’aiuto di un bravo progettista, il quale saprà senz’altro fornirti tutte le risposte di cui hai bisogno.

Dove realizzare la cabina armadio e con quale materiale

In merito al punto della casa in cui realizzare la cabina armadio, hai a disposizione varie soluzioni. Molto dipende anche dalle dimensioni che dovrà possedere, soprattutto per quanto concerne la lunghezza: se, infatti, larghezza e profondità prevedono valori standard, la lunghezza di una cabina armadio può variare molto a seconda delle proprie personali necessità.

Così come esistono cabine armadio piccole, ve ne sono anche di molto grandi. Tutto dipende, come ti abbiamo già spiegato, dallo spazio che hai a disposizione, ma anche dal luogo in cui intendi collocare la tua cabina armadio. Puoi infatti decidere d’inserirla:

  • in una camera a sé stante, da dedicare esclusivamente a questo scopo;
  • in uno spazio vuoto e inutilizzato come una nicchia nella parete, un sottoscala o una parte del corridoio;
  • in uno spazio che funga da divisorio nell’ambito di un open space.

Ovviamente non esiste una decisione giusta o una sbagliata: tutto dipende dal tipo di progetto che hai in mente e dallo spazio che ti serve per riporre gli indumenti. Tutte questioni che un abile progettista potrebbe aiutarti a risolvere, permettendoti di trovare la soluzione più ottimale per te e per la tua casa.

Un’altra questione che dovrai affrontare, nella realizzazione della tua cabina armadio, è quella relativa ai materiali di costruzione. Questo tipo di progetto, infatti, può essere realizzato con vari materiali: è infatti possibile costruire cabine armadio in muratura, in legno, in plastica e perfino in metallo, seppure una delle soluzioni più apprezzate sia la cabina armadio in cartongesso. Il motivo è da attribuire all’apprezzata versatilità di questo materiale che, grazie alla sua facilità di lavorazione, permette di dare vita anche a notevoli rese estetiche.

Un esempio, a questo proposito, è dato dai faretti a led, che possono essere facilmente inseriti all’interno del cartongesso, simulando suggestive “cascate di luce” che piovono dall’alto e fungendo al contempo da pratico strumento d’illuminazione mentre ti vesti e ti ammiri nello specchio della tua cabina armadio.

Anche in questo caso, tuttavia, vale il discorso di prima: il fatto che le cabine armadio in cartongesso rappresentino una soluzione particolarmente ambita, non significa che debbano esserlo per forza anche per te.

Da qui l’importanza di non agire mai “per sentito dire” o su consiglio altrui, perché ogni abitazione e ogni persona fa caso a sé ed è dunque fondamentale approntare una soluzione personalizzata e su misura, anche per quanto riguarda i materiali di costruzione della cabina armadio.

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Come arredare una cabina armadio

Posto che l’arredamento interno della cabina armadio sarà a tua completa discrezione, anche in questo caso esistono delle regole dalle quali potresti prendere spunto, volte a suggerire quali sono gli elementi che non dovrebbero mai mancare all’interno di una cabina armadio. Quando l’arredi, infatti, dovresti sempre prevedere:

  • mensole, vani e scaffali che vanno a occupare l’interno spazio: sia in altezza che in lunghezza. Le mensole più alte sono l’ideale per ospitare gli oggetti ingombranti o quelli di utilizzo sporadico, come per esempio le valigie e gli scatoloni per il cambio stagione;
  • uno specchio, meglio se a figura intera;
  • un’organizzazione dello spazio progettata sulla base degli indumenti che andrai a sistemare: vani sviluppati in altezza per ospitare i vestiti lunghi, scarpiere, e cassettini per la bigiotteria. Ciascun indumento o accessorio dovrebbe cioè avere un proprio spazio appositamente progettato per ospitarlo;
  • un’illuminazione adeguata, che ti permetta di ammirarti sotto la giusta luce (requisito fondamentale per evitare di farsi le paranoie sul fisico!) e di vedere bene dove sono posizionate le cose che ti servono.

Tale organizzazione deve poi ovviamente tenere conto anche della tipologia di cabina armadio che ambisci a realizzare, in quanto esistono le cabine armadio a scomparsa e quelle a vista.

La prima tipologia prevede di costruire la cabina armadio all’interno di uno spazio chiuso, mascherandone l’esistenza con una porta scorrevole, o magari uno specchio, così da sfruttare questa soluzione per conferire luminosità e ampiezza all’ambiente. La seconda tipologia, invece, prevede che la cabina armadio sia in perfetta vista, così come tutto il suo contenuto.

In questo caso vengono solitamente sfruttati divisori in vetro che, oltre a conferire un piacevole senso di leggerezza ed essenzialità, in pieno stile minimal, trasformano la cabina armadio in un ambiente elegante e di design, meritevole quindi di essere messo in vista. Questo, ovviamente, a patto di saperla arredare come si deve.

Ecco perché è di fondamentale importanza affidare la realizzazione della cabina armadio a un professionista serio, interessato a sviluppare un progetto su misura per te e basato sulle tue necessità ed esigenze. Un interior designer che sia realmente propenso a consigliarti nel migliore dei modi e non soltanto a venderti i propri servizi.

Noi di Abitativo® abbiamo molto a cuore le personali necessità dei nostri clienti e agiamo nel pieno rispetto dei loro desideri. Per farlo, abbiamo approntato un efficacissimo strumento chiamato Diagnosi, tramite il quale svolgiamo un’attenta analisi delle abitudini e dello stile di vita delle persone che si affidano a noi, così da essere certi di realizzare un progetto su misura per loro. Un discorso che vale ovviamente anche per le cabine armadio.

Se, pertanto, hai sempre sognato di possederne una che sia realmente pensata e progettata sulla base delle tue personali esigenze, affidati al nostro percorso collaudato che, in soli 12 step, ti porterà a realizzare la cabina armadio dei suoi ogni, o qualsiasi altro progetto tu abbia in mente!

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mansarde moderne

Progetti per mansarde moderne: spunti e idee per arredarle al meglio

Tra tutti gli ambienti della casa, la mansarda è quello che meglio si presta a stimolare il potenziale creativo delle persone. Le idee sulle mansarde moderne di fatto si sprecano, in quanto si tratta di un locale che, con le dovute accortezze, può fungere tranquillamente da abitazione a sé stante.

Se hai la fortuna di possedere una bella mansarda, o magari una casa mansardata, e ti piacerebbe scoprire come arredarla in modo creativo e funzionale, noi di Abitativo® abbiamo preparato per te una serie di consigli molto utili, che ti aiuteranno a capire come affrontare questa sfida affascinante!

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Abitare in una mansarda? Un’idea romantica soggetta a precise norme

Parlare di arredamenti di mansarde moderne significa addentrarsi in un campo piuttosto vasto, in quanto esiste un’infinità di modi per valorizzare questi ambienti, il primo dei quali è ovviamente quello di andarvi ad abitare.

Le persone che trovano romantica l’idea di andare a vivere in una mansarda sono infatti davvero tante, e magari tu sei una di queste ma, per poter fare reali progetti su mansarde abitabili è d’obbligo rivolgersi a seri professionisti del mestiere, che sapranno illustrarti con precisione tutte le norme che un locale di questo genere deve rispettare per poter essere considerato “abitabile”.

La legge, a questo proposito, stabilisce infatti la presenza di tre precise condizioni affinché sia possibile vivere in una mansarda, vale a dire:

  • un’altezza minima dal suolo, corrispondente a 2,7 metri per i locali a uso soggiorno e a 2,4 metri per i locali di servizio, che varia a seconda del comune di riferimento;
  • l’obbligo di chiudere le zone di altezza inferiore ai parametri indicati, utilizzando armadi o ripostigli;
  • l’osservanza di un rapporto aero – illuminante, che dev’essere uguale o maggiore a 1/8: ciò significa che la superficie del pavimento dev’essere minore o uguale a 8 volte la superficie delle aperture presenti nell’ambiente stesso.

Come puoi vedere tu stesso, si tratta di parametri molto tecnici, che è oggettivamente difficile interpretare correttamente se non sei un esperto del campo.

Da qui la necessità di affidare qualsiasi progetto tu abbia in mente nelle mani di seri professionisti del mestiere, che sapranno dirti con precisione se la tua mansarda possa considerarsi abitabile o meno.

Tieni conto del fatto che, anche nel caso in cui il tuo sogno di vivere in mansarda si rivelasse irrealizzabile, un progettista che pensi davvero al tuo interesse, e non sia soltanto interessato a vendere, saprà fornirti una serie di alternative altrettanto entusiasmanti, basate su un pregresso studio dell’ambiente volto a individuare il modo migliore di valorizzarlo.

Arredare la mansarda con la Regola del 3

Quando si parla di progetti per mansarde moderne, è doveroso tenere in considerazione le caratteristiche particolari che contraddistinguono quest’ambiente.

Posto che non esiste una mansarda uguale a un’altra e che solo un abile interior designer potrà stilare un progetto realmente in linea con i tuoi gusti e le tue esigenze, un buon punto di partenza potrebbe essere rappresentato dalla cosiddetta “Regola del 3”.

Come s’intuisce chiaramente dal suo stesso nome, si tratta di un elenco di tre regole che stabiliscono altrettanti fattori di cui è doveroso tenere conto quando vi è la necessità di arredare delle mansarde moderne. Vediamo insieme quali sono.

Regola n°1: la struttura della mansarda

Le mansarde moderne si caratterizzano per una struttura decisamente particolare, che le differenzia nettamente dagli altri ambienti della casa.

All’interno di questi locali, infatti, l’altezza del soffitto può variare molto a seconda delle zone ed è quindi fondamentale individuare con precisione il tipo di stanza che è possibile realizzare, con conseguente arredamento.

Anche in questo caso, un progettista ti saprà fornire con precisione le migliori idee per l’arredamento della mansarda, mediando efficacemente tra quelli che sono i tuoi desideri e quello che è effettivamente possibile fare a seconda dello spazio a disposizione.

Regola n°2: l’illuminazione

Le mansarde, per via della loro peculiare conformazione, non sono sempre in grado di garantire il giusto apporto di luce.

Da qui la necessità di studiare un progetto illuminotecnico su misura che, basandosi sulle reali caratteristiche della tua mansarda, sia in grado d’individuare il modo migliore per assicurarti la massima luminosità possibile.

Per fortuna le idee di design che si possono realizzare, sfruttando anche un semplice lucernario, sono davvero moltissime. Il segreto è quello di non lasciarti tentare dalle fotografie patinate delle riviste, bensì optare per un progetto pensato e realizzato su misura per te!

Regola n°3: ottimizzare e personalizzare gli spazi

Uno degli aspetti lacunosi delle mansarde moderne è dato dalla scarsità di spazio a disposizione. Magari sogni da sempre di dotare la tua mansarda di un bel divano a L, salvo poi renderti conto che non riuscirai mai a farcelo stare.

Ecco perché è fondamentale che l’arredamento della tua mansarda non si ponga come un qualcosa di slegato all’ambiente, bensì come un tutt’uno con lo spazio che hai effettivamente a disposizione, così da ottimizzarlo e valorizzarlo nel miglior modo possibile.

Noi di Abitativo® dedichiamo ampio spazio a questa fase del lavoro, proprio allo scopo di creare un arredamento studiato ad hoc sulla base delle esigenze dei nostri clienti che, in questo modo, avranno la possibilità di vivere in una casa arredata su misura per loro.

E se questa filosofia vale per qualsiasi stanza dell’abitazione, a maggior ragione è ancora più valida per un ambiente “complicato” come la mansarda che, se adeguatamente valorizzato, può dare vita a sorprendenti soluzioni d’arredamento.

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Come arredare una mansarda con stile

Le idee per le mansarde che è possibile sfruttare sono davvero tantissime. Il bello di questi ambienti è il fatto di prestarsi con facilità a ospitare tanto la zona giorno, quando la zona notte di un’abitazione: tutto sta nel sapere come realizzare correttamente gli arredi delle mansarde e delle relative stanze che s’intende costruire.

Il soggiorno, per esempio, rappresenta indubbiamente una delle soluzioni più ambite. Magari potresti pensare di posizionare un bel divano proprio sotto il lucernario, così da sfruttare al massimo la luce naturale e creare perfino un piccolo e confortevole angolo relax dedicato alla lettura!

Per quanto riguarda le zone in cui il soffitto si abbassa, sono ottime per ospitare armadi, credenze e perfino librerie: tutti elementi contenitivi che possono essere tranquillamente compattati e starci comodamente anche negli spazi più ristretti.

Un discorso, quest’ultimo, che vale perfino per la cucina. In commercio esistono infatti le cosiddette “cucine a scomparsa”, che per la tua mansarda potrebbero rappresentare una soluzione eccellente: comoda e salvaspazio al punto giusto!

Va da sé, naturalmente, che questa non rappresenta l’unica opzione e che, a seguito di un calcolo corretto delle misure, è possibile allestire anche una cucina tradizionale. Come sempre, non esiste una soluzione giusta o sbagliata, ma solo quella perfetta per te, che riuscirai a individuare con l’aiuto di un bravo progettista.

Infine, un altro locale che si presta moltissimo a essere realizzato in mansarda è senz’altro la camera da letto: sia che si tratti di quella matrimoniale, sia che si parli di quella singola per bambini. La zona del sottotetto, a questo proposito, si presta a soluzioni davvero suggestive, perfette per creare un’atmosfera intima e romantica, ma anche estremamente giocosa.

Tutto dipende da quali sono le tue esigenze, dalle necessità che hai e, ovviamente, anche dai tuoi desideri. Per riuscire a soddisfarli tutti, noi di Abitativo® abbiamo messo a punto un efficacissimo strumento chiamato Diagnosi che, attraverso un’approfondita conoscenza dei residenti della casa e delle loro abitudini, ci permette di realizzare un progetto su misura pensato appositamente per loro, attraverso un percorso in 12 step.

Perché accontentarti di una comune mansarda moderna quando puoi avere quella dei tuoi sogni? Se vuoi conoscere tutti i segreti del nostro metodo e abitare nella casa perfetta per te e per la tua famiglia:

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controsoffittatura casa moderna

Controsoffittature moderne: una soluzione d’arredamento tra funzionalità e design

Le controsoffittature moderne rappresentano una soluzione in grado di coniugare brillantemente funzionalità e design. Ottime per nascondere impianti e installazioni, sono dotate di un ingente potenziale estetico che, se opportunamente sfruttato, può dare vita a effetti di grande impatto visivo.

In un tale contesto, la luce assume un’importanza fondamentale e, grazie al suo sapiente utilizzo, può contribuire a valorizzare moltissimo il controsoffitto e, di conseguenza, la stanza in generale.

Per ottenere una tale resa visiva, tuttavia, è opportuno non lasciare nulla al caso, studiando soluzioni ad hoc che tengano conto degli aspetti stilistici e funzionali dell’ambiente in questione.

Noi di Abitativo® abbiamo quindi preparato una serie di preziose idee per il tuo controsoffitto, che ti aiuteranno a capire come realizzare quello perfetto per te e per la tua casa.

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Controsoffitto: com’è fatto e a cosa serve

Il controsoffitto rappresenta una soluzione progettuale particolarmente ambita che, in questi ultimi anni, si è diffusa sempre di più fino a diventare un vero e proprio trend dell’interior design.

Come si può intuire dal suo stesso nome, si tratta di una sorta di secondo soffitto che viene contrapposto al primo, andando così a creare un’intercapedine tra le due superfici, sfruttabile per diversi scopi.

Di controsoffittature ne esistono infatti tre diverse tipologie:

  • fisse;
  • mobili;
  • discontinue.

I controsoffitti fissi sono progettati mediante intelaiature realizzate con aste metalliche o in legno, che vengono poi agganciate al soffitto e usate per fissare i pannelli di tamponamento. Questi ultimi sono fabbricati con diversi materiali, come per esempio:

  • cartone pressato;
  • polistirolo;
  • acciaio lamierato;
  • legno leggero;
  • cartongesso.

I controsoffitti mobili sono invece strutture che, tramite appositi meccanismi, possono muoversi in orizzontale o in verticale, e vengono solitamente adottati per nascondere un elemento di arredo od ottimizzare lo spazio interno dell’ambiente.

I controsoffitti discontinui, infine, chiamati anche “modulari”, vengono posti in sospensione e in maniera indipendente gli uni dagli altri, assolvendo perlopiù a una funzione estetica.

Ma qual è, esattamente, lo scopo del controsoffitto?

Ebbene, come ti abbiamo già anticipato, le controsoffittature moderne vengono fabbricate sia per svolgere funzioni puramente pratiche, sia per scopi di natura estetica. In generale servono per:

  • riproporzionare le dimensioni di una stanza, abbassandone il soffitto quando è troppo alto;
  • celare la presenza di impianti di vario tipo;
  • nascondere un soffitto vecchio e danneggiato;
  • migliorare l’isolamento termo – acustico dell’ambiente;
  • dare vita a particolari effetti scenografici con la luce.

Va da sé, naturalmente, che una controsoffittatura progettata come si deve può anche svolgere tutte queste funzioni contemporaneamente. Noi di Abitativo®, per esempio, non lasciamo mai nulla al caso e, quando ci viene chiesto di realizzare un controsoffitto, dedichiamo molto tempo a parlare con la persona che ce lo richiede.

In questo modo riusciamo infatti a capire con precisione il tipo di progetto che si aspetta di ottenere ma, soprattutto, siamo in grado di costruire una controsoffittatura capace d’inserirsi armoniosamente nell’ambiente in cui vive, sia sotto l’aspetto tecnico sia sotto quello estetico.

Quest’ultimo punto è estremamente importante. Per risultare bello e suggestivo, infatti, un controsoffitto dev’essere realizzato nell’ottica di un progetto che coinvolga tutto l’ambiente nel quale verrà inserito, così come gli elementi d’arredo in esso presenti.

In caso contrario, il rischio è quello di ritrovarsi con una progettazione che non risulta in linea con lo stile della stanza e il cui risultato appare molto diverso rispetto a quello che avevi immaginato.

E questo non è certamente ciò che vuoi, giusto?

Ecco perché è importante non agire mai d’istinto e considerare qualsiasi spunto estetico come una semplice idea, che dovrà poi essere reinterpretata e rivalutata sulla base della tua personale situazione abitativa.

Un obiettivo, quest’ultimo, che potrai conseguire solo con l’aiuto di progettisti che siano realmente interessati a realizzare un progetto su misura per te, e non soltanto a vendere i loro servizi.

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Controsoffittature per la casa: le normative che devono rispettare

A prescindere dall’effetto estetico che desideri ottenere con il tuo controsoffitto, devi sapere che questa soluzione d’arredamento è soggetta al rispetto di precise normative, delle quali è doveroso tenere conto durante la sua installazione.

La legge che disciplina la fabbricazione e l’installazione delle controsoffittature, nello specifico, è la normativa italiana UNI EN 13964:2007, che prescrive come prima cosa un’altezza precisa che il controsoffitto deve rispettare e che corrisponde a:

  • 2,70 metri per gli ambienti della casa (es. salotto, cucina, camera da letto, eccetera);
  • 2,40 metri per i corridoi e i disimpegni.

Oltre a questo, la normativa si occupa anche degli aspetti del controsoffitto legati alla sicurezza e incentrati su:

  • la sicurezza in caso d’incendio (reazione e resistenza al fuoco);
  • l’isolamento termico e acustico;
  • il rispetto delle condizioni igienico – sanitarie (il controsoffitto dev’essere realizzato con materiali che non rilascino sostanze inquinanti e/o nocive);
  • la resistenza statica e dimensionale (ossia la capacità portante della sottostruttura e la sua resistenza alla flessione dei componenti della membrana).

L’unica maniera di rispettare queste normative al 100% consiste nell’affidare il progetto del tuo controsoffitto a un professionista del mestiere: una persona esperta e capace che saprà illustrarti nel dettaglio e in modo semplice tutti gli aspetti tecnici di questo ambito trend d’arredamento, proponendoti una soluzione pensata ad hoc per la tua abitazione.

Idee per il controsoffitto: come sfruttare al massimo il suo potenziale estetico

Al di là degli aspetti tecnici, il controsoffitto è una soluzione che viene apprezzata soprattutto in virtù della sua suggestiva resa estetica. I controsoffitti in cartongesso moderni, in particolare, sono quelli che si prestano maggiormente a creare affascinanti effetti visivi, grazie a un utilizzo strategico della luce.

Tale utilizzo prevede spesso la presenza dei faretti a led, una tipologia di lampadine che, oltre a garantire un notevole risparmio energetico, ha il merito di dare vita a rese estetiche particolarmente eleganti.

Il soggiorno, per esempio, è un ambiente della casa che si presta moltissimo a una soluzione di questo tipo: l’uso di un controsoffitto con faretti a led permette infatti di valorizzare le dimensioni e la struttura della stanza, dando vita ad affascinanti effetti prospettici.

In alternativa, se ami le controsoffittature particolari, potresti pensare di adottarne una per la camera da letto, sfruttando i faretti a led per creare un suggestivo “cielo stellato” sul soffitto, da ammirare tutte le sere prima di addormentarti.

Una soluzione più funzionale, invece, potrebbe essere quella di adottare il controsoffitto per il bagno, al fine di creare delle “cascate di luce” che, piovendo dall’alto, andrebbero a illuminare l’ambiente in maniera discreta e non invasiva.

Nulla ti vieterebbe poi di aggiungere delle luci più forti nei punti strategici della stanza, come per esempio la zona specchio, dov’è fondamentale godere di una visione perfetta.

E, sempre a proposito di cascate luminose, uno dei vantaggi del cartongesso è dato dal fatto che è possibile tagliarne la superficie allo scopo di celare al suo interno le luci a led, che risulterebbero così invisibili.

Ciò che si vedrebbe all’esterno, invece, sarebbero dei suggestivi “tagli di luce” che, oltre a dare vita ad affascinanti giochi luminosi, gioverebbero alla prospettiva della stanza, facendola apparire più ampia e più alta.

Come puoi vedere tu stesso, il connubio tra controsoffitto in cartongesso e luci a led risulta sempre vincente, tanto più che i led non sono tutti uguali ed è possibile sbizzarrirsi a scegliere tra lampadine di diverse forme, temperature e colori diversi.

Ma, come ti abbiamo già spiegato prima, si tratta di idee per le controsoffittature di carattere generale, che devono necessariamente essere valutate e reinterpretate sulla base della tua personale situazione abitativa.

Questo è esattamente quello che facciamo noi di Abitativo® che, attraverso la nostra Diagnosi, riusciamo a individuare le soluzioni d’arredamento più giuste per te e per la tua famiglia, sulla base dei vostri gusti, esigenze e necessità.

Grazie al nostro efficacissimo metodo in 12 step, di cui la Diagnosi rappresenta soltanto il primo, siamo in grado di dare vita alla casa dei tuoi sogni: un ambiente in cui ogni piccolo dettaglio è progettato, realizzato e costruito su misura per te, controsoffitto incluso!

Per sapere come facciamo e per metterti al riparo dagli errori commessi dalla maggior parte di chi arreda casa, scarica la guida gratuita Abitativo®!

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illuminazione casa moderna

Illuminazione delle case moderne: i segreti per realizzarla al meglio

L’illuminazione delle case moderne può rappresentare un vero problema. Spesso, infatti, tende a passare in secondo piano, tanto che in fase di acquisto o ristrutturazione d’interni ci si concentra principalmente sulla divisione degli ambienti e la sistemazione dei mobili, trascurando o mettendo in secondo piano le luci di arredo della casa.

La verità, tuttavia, è che l’illuminazione riveste un’importanza primaria. Per quanto ti possa sembrare incredibile, una luce messa nel posto sbagliato può rivoluzionare completamente l’estetica di una stanza, anche in negativo.

Onde evitare di correre questo rischio, è fondamentale predisporre soluzioni d’illuminazione ad hoc, frutto di un attento studio della casa e delle persone che vi abitano. È fondamentale che il progetto illuminotecnico nasca insieme a quello dell’arredo della casa!

Questo è esattamente ciò che facciamo noi di Abitativo® e, nel corso di questo articolo, ti sveleremo come progettare efficacemente le perfette luci di casa.

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Illuminazione nelle case moderne: perché è importante

A noi di Abitativo® piace pensare che l’illuminotecnica di una casa rappresenti un po’ la sua anima, per questo deve variare in funzione del tipo di abitazione e, soprattutto dei suoi abitanti. Stabilire a priori di acquistare un determinato lampadario, magari solo perché sei rimasto affascinato dalla sua fotografia su una rivista, non rappresenta certo la soluzione migliore.

Cosa faresti se, una volta acquistato e installato, ti rendessi conto che quel lampadario tanto agognato stonasse completamente con il resto dell’arredamento?

Ecco perché, come prima cosa, è fondamentale pensare a ciò che si desidera esprimere attraverso l’illuminazione degli ambienti della casa e, solo in un secondo momento, concentrarsi sul tipo di luci da acquistare per concretizzare tale espressione.

Un passaggio, questo, che è fondamentale affrontare con l’aiuto di un abile progettista, che ti aiuti a realizzare un progetto illuminotecnico appositamente studiato per casa tua.

Un altro motivo per cui è fondamentale scegliere la luce giusta riguarda il ruolo che quest’ultima riveste nel valorizzare l’estetica della stanza e degli oggetti in essa contenuti. A questo proposito, infatti, è possibile sfruttare due modi differenti d’illuminare gli ambienti:

  • il modo diretto, che utilizza l’illuminazione per dare risalto a un dettaglio specifico dell’arredamento: un mobile, un oggetto o un angolo particolare della casa che si desidera mettere in luce;
  • il modo indiretto, che si realizza mediante l’uso di luci il cui fascio non è direttamente visibile, come per esempio una strategica illuminazione del controsoffitto dell’abitazione, perfetta per ricreare un’atmosfera piacevolmente soft.

Come puoi intuire tu stesso, pertanto, l’illuminazione delle case moderne rappresenta una vera e propria arte, alla quale i progettisti di Abitativo® dedicano molto tempo, proprio per riuscire a trovare la perfetta soluzione su misura per ogni tipologia di abitazione.

Come illuminare efficacemente una casa moderna

Quando si parla di moderne illuminazioni, una vera e propria formula magica in grado di andare bene per ogni casa di fatto non esiste. In linea di massima, tuttavia, è possibile affermare che le luci presenti nelle case si suddividano nettamente in due distinte categorie:

  • la prima categoria è composta da fonti luminose che hanno il compito di creare un’illuminazione diffusa e generalizzata, lasciando in ombra le zone meno significative della stanza. Appartengono a questa tipologia i già citati faretti incassati nel controsoffitto o disposti in un binario a vista.
  • La seconda categoria è invece formata dalle lampade: a sospensione, a terra, da tavolo o in formato di strisce a led. Si tratta di un’illuminazione meno diffusa rispetto a quella della categoria precedente, ma che riveste un’importante valenza estetica e contribuisce al contempo a illuminare determinati angoli della stanza. Rientrano in questo gruppo, tanto per farti un esempio, le tradizionali lampade da lettura.

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Gli errori da non fare

Uno degli errori peggiori che si possano commettere nell’installazione delle moderne luci da interno è quello di ridurle a un unico punto luce: una soluzione che, oltre a non valorizzare efficacemente l’estetica dell’ambiente, finirà anche per rivelarsi scarsamente funzionale.

Naturalmente questo non è certo un dogma valido per tutte le case e per tutte le situazioni: da qui l’importanza, prima di tirare qualsivoglia conclusione, di ragionare sempre sulla base di un progetto illuminotecnico personalizzato.

Un altro elemento molto importante di cui è doveroso tenere conto riguarda la temperatura delle luci. Questo perché le moderne lampade a led, sempre più diffuse all’interno delle nostre abitazioni, possiedono tre differenti gradi di temperatura, in grado di determinare il tipo di luce emesso.

I gradi vengono calcolati in Kelvin (K) e più basso sarà il loro valore, più calda sarà la luce emessa. Viceversa, per ottenere una luce fredda sarà necessario optare per temperature più elevate. Ed è qui che bisogna prestare attenzione a non commettere un secondo errore, scegliendo la giusta temperatura per ogni ambiente della casa.

Luce calda o luce fredda? Questo è il dilemma!

Per quanto anche in questo caso non esista una regola generale e vale sempre il principio secondo cui ogni abitazione fa caso a sé, è innegabile che gli ambienti di una casa siano di fatto sempre quelli e, in quanto tali, ve ne siano alcuni maggiormente predisposti a ricevere una luce calda, a differenza di altri che necessitano invece di un’illuminazione più fredda.

La principale caratteristica di quest’ultima, per esempio, è data dal fatto di riuscire a garantire un eccellente livello di luminosità, rendendola così adatta per ambienti che necessitano di molta luce.

Un esempio potrebbe essere lo studio, dove l’apporto luminoso dev’essere in grado di assicurare un’illuminazione che consenta di leggere e studiare senza affaticare la vista. Anche la cucina è un ambiente che si presta meglio a un’illuminazione fredda, in grado di garantire il giusto apporto luminoso quando si è concentrati a cucinare e a visionare le ricette.

Di contro, ambienti come il soggiorno e la camera da letto, notoriamente dedicati al relax, risultano più idonei a soluzioni calde, che contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente, piacevole e soffusa, perfetta per indurre una sensazione di calma e tranquillità. In alternativa, è sempre possibile installare un punto luce freddo in una zona specifica che necessita di buona visibilità, in modo da illuminare solo quella.

Un esempio, a questo proposito, è dato dal bagno. Se, da un lato, un’illuminazione calda e soffusa ti permetterebbe di goderti ancora di più la tua irrinunciabile doccia serale, l’installazione di una serie di faretti freddi in zona specchio ti aiuterebbe a vedere perfettamente quando ti stai truccando o radendo.

Da qui l’importanza di saper calibrare adeguatamente l’illuminazione progettando più punti luce all’interno dello stesso ambiente: un obiettivo che noi di Abitativo® portiamo avanti in seguito a uno studio attento della casa e delle esigenze delle persone che la abitano.

Questa fase, che noi chiamiamo Diagnosi, rappresenta il primo di una serie di 12 step attraverso i quali progettiamo e realizziamo l’abitazione perfetta, quella “confezionata su misura” in base alle esigenze e alle necessità di coloro che vi risiedono.

Un’abitazione che potrai davvero chiamare “casa mia”.

Pensa che una delle 12 fasi è proprio dedicata allo sviluppo del progetto illuminotecnico: solo sviluppandolo insieme al progetto d’arredo si otterrà un risultato armonico, elegante e davvero confortevole.

Per sapere come facciamo:

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cucina a scomparsa

Cucina a scomparsa: una soluzione minimal, moderna e salvaspazio

Hai mai sentito parlare della cucina a scomparsa? Si tratta di una moderna soluzione d’arredamento progettata per i piccoli appartamenti, ma anche per coloro che non usano la cucina molto spesso e, di conseguenza, preferiscono destinarne lo spazio ad altri usi.

Pratica ed essenziale, viene usata solo in caso di necessità, per poi scomparire letteralmente alla vista. In questa guida di Abitativo® ti sveleremo tutti i segreti di questa particolare tipologia di cucina, cercando di capire come funziona e quali vantaggi è in grado di offrire.

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Cos’è la cucina a scomparsa

Quando si tratta di progettare la cucina, sono sempre più numerose le persone che optano per un modello piccolo ed essenziale, arredato con lo stretto indispensabile. In un mondo che ci vuole sempre più di corsa e impegnati a lavorare, del resto, di tempo per cucinare ne è rimasto davvero poco, motivo per cui dotarsi di una cucina in stile minimal è quasi più una necessità che una scelta.

Optare per una moderna cucina a scomparsa rappresenta pertanto l’inevitabile passo successivo, che porta a trasformare l’ambiente conviviale per antonomasia in una sorta di “cabina armadio” monoblocco, le cui ante vengono spalancate soltanto al bisogno. Per tutto il resto del tempo, invece, la cucina rimane nascosta alla vista.

Una soluzione di questo tipo offre infatti numerosi vantaggi, che vanno tuttavia interpretati e analizzati sulla base delle proprie esigenze, cercando cioè di capire se rappresentino davvero degli aspetti positivi.

Del resto, quello che può apparire vantaggioso per qualcuno, può essere visto come un difetto da qualcun altro: da qui la necessità di non prendere mai decisioni avventate, magari sulla scia delle mode del momento, in quanto il rischio è quello di progettare una soluzione di arredamento che mal si accorda con la nostra casa e le nostre necessità.

Ecco perché, quando progettiamo una cucina, noi di Abitativo® ci assicuriamo sempre di trovare una soluzione che risulti realmente vantaggiosa per le persone che la useranno e, se tale soluzione dovesse effettivamente coincidere con la cucina a scomparsa, c’impegniamo comunque a personalizzarla in base alle esigenze di coloro che ce ne fanno richiesta.

I vantaggi della cucina a scomparsa

Vista la sua peculiare struttura, una cucina a scomparsa è in grado di offrire numerosi vantaggi. Vediamo insieme quali sono.

Guadagno dello spazio

Vivere in un piccolo appartamento comporta spesso il dover sacrificare preziosi metri di spazio per farci stare tutti i locali. Optare per la cucina a scomparsa significa non dover più sacrificare quei metri, che potranno così essere destinati ad altro.

  • Potresti, per esempio, usarli per ampliare la zona living.
  • Oppure per realizzare una stanza in più.
  • O, ancora, creare un piccolo “separé” con cui dividere la zona giorno dalla zona notte.

Le possibilità di fatto si sprecano, motivo per cui è importante discuterne attentamente con un esperto, che non si limiti solo a venderti la cucina a scomparsa, ma ti faccia anche capire come sfruttarla al meglio per la tua casa.

Possibilità di celare la cucina alla vista

La caratteristica principale delle cucine a scomparsa, soprattutto delle cucine a scomparsa totale, è quella di rendersi praticamente irriconoscibili. Funzionando come dei grossi armadi, quando non vengono usate è sufficiente chiudere le apposite ante per celarle alla vista, mostrando al loro posto un semplice mobile chiuso che, visto da fuori, potrebbe benissimo essere scambiato per una comune credenza.

Questa soluzione, che agli occhi di qualcuno potrebbe indubbiamente apparire vantaggiosa, implica il fatto di vivere in una casa “senza cucina”: una casa che, alla lunga, potrebbe apparirti incompleta. Magari inizialmente non ne sentiresti la mancanza ma, con il tempo, potresti anche avvertire il bisogno di un’abitazione tradizionale, comprensiva della classica zona cottura.

Una considerazione che, preso dall’entusiasmo iniziale, potrebbe anche non venirti in mente!
Anche in questo caso non esiste un’impressione “giusta” e una “sbagliata”: l’importante è che il professionista a cui ti affidi sappia aiutarti a capire qual è quella giusta per te!

Compattezza degli elementi

Uno dei principali aspetti positivi delle cucine a scomparsa è il fatto che al loro interno sono dotate di tutti i possibili comfort necessari per cucinare. La differenza rispetto a una cucina classica è data dal modo in cui vengono perfettamente compattati per riuscire a occupare senza problemi uno spazio tanto ridotto.

Acquistando una cucina a scomparsa, questo aspetto ti verrà ovviamente molto elogiato. Nessuno però ti dirà che le volte in cui userai la tua cucina (per quanto poche potranno essere), dovrai farlo in uno spazio pesantemente sacrificato, nel quale riuscirai appena a muoverti. Magari lì per lì potresti pensare che questo non rappresenti un problema e che ti adatterai senza alcuna difficoltà.

Ma sei certo che sarà sempre così? Una cucina è (o dovrebbe essere) per sempre. Prima di prendere una qualsiasi decisione, pertanto, dovresti provare a immaginarti di lì a qualche anno: magari le tue esigenze potranno cambiare e quello che in quel momento ti sembra un fantastico risparmio di spazio, alla lunga, potresti avvertirlo come un’assenza di comfort.

Come puoi intuire tu stesso, pertanto, quelli che all’apparenza possono apparire come fantastici vantaggi, con il tempo potrebbero rivelarsi delle grosse delusioni. Ecco perché è importantissimo che questa tipologia di angolo cottura non sia il frutto di un acquisto istintivo e slegato dal resto della casa, bensì il risultato di un’attenta progettazione che coinvolga tutti gli ambienti, aiutandoti a capire se questa particolare soluzione d’arredamento possa effettivamente fare al caso tuo. Un discorso che vale ovviamente anche per il design della tua cucina a scomparsa.

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Come scegliere la perfetta cucina a scomparsa

Progettare una cucina moderna non significa soltanto sceglierne il mobilio e lo stile d’arredamento, ma concentrarsi anche su dettagli più tecnici come misure e dimensioni. Un discorso che vale ancora di più per i modelli a scomparsa.

Il design delle cucine a scomparsa, oltretutto, può presentare notevoli differenze a seconda dei singoli modelli ed è quindi importante valutare con attenzione tutti i vari elementi, a partire da quelli più tecnici come le già citate misure e dimensioni. Un aspetto, quest’ultimo, che nel caso delle cucine a scomparsa assume una rilevanza ancora maggiore.

Le misure di questo tipo di cucina possono infatti variare tra i 100 e i 149 cm di larghezza per le monoblocco più compatte, arrivando a toccare i 200 – 249 cm nel caso dei modelli più confortevoli e “spaziosi”.

La tua decisione finale dovrà quindi tenere conto di una serie d’importanti fattori, che non avranno soltanto a che fare con lo spazio che hai effettivamente a disposizione, ma anche con ciò che intendi fare con i metri che andrai a guadagnare.

Questioni di questo tipo devono dunque essere discusse con l’aiuto di una persona esperta e davvero interessata a soddisfarti a lungo termine, non solo a concludere una vendita, che ti aiuti a capire quali sono le misure più adatte per la tua cucina e per l’uso che intendi farne.

Oltre a questo, dovrai anche decidere il tipo di chiusura della tua cucina a scomparsa. La vuoi a chiusura totale, con l’aspetto di un armadio ad ante? O magari la preferisci con la serranda? Vuoi che scompaia del tutto o apprezzi l’idea di lasciare qualche particolare in vista?

Considerazioni come queste hanno un’importanza fondamentale, in quanto concorrono tutte a garantire il risultato finale. Un risultato che dovrà tenere conto non solo dello spazio che hai riservato alla cucina, ma anche di quello circostante, che verrà inevitabilmente influenzato dalla sua presenza.

Noi di Abitativo® abbiamo sviluppato lo strumento più efficace per garantirti un arredamento che amerai per sempre: è la Diagnosi, il cui obiettivo è proprio quello di individuare la soluzione più giusta per te e per la tua abitazione, sulla base delle tue abitudini ed esigenze. Si tratta del primo step di un percorso suddiviso in 12 fasi, che ti aiuterà a realizzare la casa dei tuoi sogni: quella in cui ogni ambiente è pensato e progettato appositamente per te, cucina inclusa.

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piccolo bagno

Bagni piccoli: come arredarli in maniera suggestiva e… salvaspazio!

L’arredamento di un bagno piccolo può sembrare un’operazione semplice: poco spazio, pochi elementi standard, poche decisioni da prendere: così, si finisce spesso per concentrarsi soltanto sugli aspetti estetici, senza sapere che, in realtà, il bagno è uno degli ambienti più difficili da progettare e realizzare.

E il fatto che sia piccolo aggiungere complessità anziché toglierla!

Noi di Abitativo® abbiamo quindi preparato per te una serie di consigli e dritte che possono risultarti molto utili se stai pensando di ristrutturare o arredare un bagno di piccole dimensioni. Prosegui con la lettura per scoprire quali sono!

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Come arredare i bagni piccoli: l’importanza di rispettare le distanze minime

L’arredamento di un bagno, a prescindere dalle sue dimensioni, è soggetto alla normativa UNI 2182/2014, che stabilisce che tutti gli arredi e i vari complementi presenti all’interno della stanza devono rispettare una distanza minima sia tra di loro, sia con le pareti.

Al di là del fatto che nessuno verrà mai a fare un controllo del tuo bagno, tali distanze sono state pensate anche nel rispetto del comfort, e allo scopo di consentirti di muoverti il più agevolmente possibile. Ecco quali sono:

  • tra il muro e il lato del wc = 15 cm;
  • tra il wc e il bidet = 20 cm;
  • tra il wc e la doccia/vasca = 10 cm;
  • tra il wc e il lavabo = 10 cm;
  • tra il lato del bidet e il muro = 20 cm;
  • tra il bidet e la doccia/vasca = 20 cm;
  • tra il bidet e il lavabo = 10 cm;
  • tra due lavabi = 10 cm;
  • tra lavabo e doccia/vasca = 5 cm.

Anche se forse ti sembra impossibile riuscire a rispettare tutte queste esatte distanze nei bagni piccoli, in realtà non è così.

Quando progettiamo un bagno piccolo, in Abitativo®, non solo riusciamo a tenere conto di tutti questi fattori, ma grazie all’analisi approfondita delle reali esigenze di chi utilizzerà quel bagno tutti i giorni, riusciamo a fare in modo che il progetto d’interior design non sia percepito come frutto di vincoli, ma come una soluzione su misura, perfetta per chi vivrà la casa.

Bagni piccoli: tanti elementi, un solo progetto

Il modo migliore di affrontare l’arredamento o la ristrutturazione di un bagno di piccole dimensioni è quello di pensarlo come la somma di più elementi, che devono essere in grado d’integrarsi armoniosamente tra loro. Tutto dev’essere progettato per concorrere al risultato finale: pavimenti e rivestimenti, complementi d’arredo, lo stile d’arredamento e, naturalmente, anche elementi “strategici” come i colori e l’illuminazione.

Questi fattori non devono essere pensati come una serie di elementi che si susseguono uno dopo l’altro, bensì come il frutto di un progetto generale che tiene conto di tutti, adottando un arredamento ad hoc dove ogni cosa è al posto giusto, nel rispetto della tipologia di bagno e delle esigenze delle persone che dovranno servirsene.

È per questo che, quando ti presenteremo il progetto d’arredamento finale per la tua casa, sia esso completo oppure relativo a una sola stanza, come un piccolo bagno, ti presenteremo un progetto completo di:

  • impianto illuminotecnico
  • scelta dei rivestimenti
  • scelta dei colori e dei materiali

…Perché anche il mobile più bello del mondo ti sembrerebbe fuori posto nel tuo bagno, se non è inserito in un progetto realizzato proprio su di te!

Questa filosofia, che vale per qualsiasi ambiente della casa, risulta ancora più importante per bagni particolari come quelli di piccole dimensioni, dove davvero ogni cosa deve trovare il proprio posto, a partire ovviamente dai sanitari: elemento fondamentale di ogni bagno.

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Sanitari per bagni piccoli: quali scegliere e come disporli

Nella scelta dei sanitari per un bagno piccolo, è importante non valutare soltanto lo spazio che hai a disposizione, ma anche il fattore comfort.

Sul mercato, per esempio, esistono sanitari che presentano una profondità inferiore a quella standard: i cosiddetti “sanitari compatti”, profondi tra i 45 e i 45 cm, e disponibili sia in versione classica che in versione sospesa.

Ovviamente sta a te decidere quale modello di sanitario adottare, ma tieni conto che quelli sospesi hanno il merito di “alleggerire” l’ambiente, ponendosi come una soluzione moderna e discreta al tempo stesso. I fattori da valutare nella scelta, però, non sono solo estetici:

  • potresti preferire i sanitari sospesi perché facilitano le operazioni di pulizia della casa
  • potresti preferire i sanitari a terra per una questione di budget
  • occorre mettere in conto che, in caso di manutenzione, i sanitari sospesi possono richiedere interventi un po’ più complessi

…Insomma, come puoi vedere, ci sono molti elementi da tenere in considerazione che, purtroppo, non tutti i rivenditori di mobili di spiegano al momento dell’acquisto!

Lavabo per bagni piccoli: meglio uno poco profondo o con mobile integrato?

Anche per la scelta del lavabo vale lo stesso discorso dei sanitari: è possibile optare per un modello compatto, con una profondità di massimo 40 cm, o puntare direttamente al mobile lavabo.

Quest’ultima soluzione, infatti, ti mette a disposizione una comoda cassettiera integrata al lavandino, che potrai sfruttare per riporvi tutto quello che non deve restare in giro, guadagnando così ulteriore spazio.

Considera inoltre che minimizzare eccessivamente le dimensioni del lavandino potrebbe non rappresentare la soluzione migliore, in quanto l’acqua, non disponendo di un contenitore ampio, finirebbe inevitabilmente per schizzare dappertutto: anche in questo caso, si tratta di considerazioni che non è semplice fare se non si è esperti del settore, perché semplicemente potrebbero non venirti in mente!

Bagni piccoli: l’eterno dilemma tra vasca e doccia

Il dilemma tra vasca e doccia è un problema che affligge chiunque nell’ambito dell’arredamento del bagno, tanto che molte persone sfruttano le moderne soluzioni di design per averli entrambi: un’opzione che però non risulta ottimale per i bagni di dimensioni ridotte.

Si può pensare che il bagno piccolo imponga la doccia a tutti i costi, e spesso questa risulta la soluzione più logica, ma ti stupiresti nello scoprire in quanti modi siamo riusciti a progettare un bagno piccolo con vasca, per alcune famiglie che la ritenevano un irrinunciabile luogo di relax!

Anche in questo caso, dobbiamo sottolineare come non esista una soluzione migliore in assoluto: c’è è disposto a sacrificare gli spazi per godersi il piacere di un buon bagno, e chi a lungo andare si pentirebbe di questa scelta.

Come sapere in quale categoria rientrerai?

In realtà, in molti casi, chi si limita a venderti mobili non si pone il problema: prima ti propone un progetto che potrebbe incontrare i tuoi gusti, poi spera di riuscire a fartene innamorare.

Quel che succede mesi o anni dopo, restano affari tuoi!

Il Sistema Abitativo® ci permette di fare molto di più per te, oltre a farti innamorare sul momento: ci permette di aiutarti a capire le tue priorità, per aiutarti ad arrivare a quell’arredamento per il tuo bagno che non smetterai mai di amare… Indipendentemente dalle dimensioni!

Qui ti spieghiamo come!

Pavimento e rivestimenti dei bagni piccoli: l’importanza di colori e materiali

Nell’arredare un bagno di piccole dimensioni, occorre tenere conto anche dei materiali usati per il pavimento e i rivestimenti che, se sono il frutto di una scelta sbagliata, possono contribuire ad appesantire ulteriormente l’ambiente, rendendolo ancora più angusto.

L’ideale sarebbe infatti quello di optare per materiali leggeri e funzionali, semplici da gestire e che non presentano un grosso spessore. Il gres, per esempio, potrebbe rappresentare un’ottima scelta, anche di design; in alternativa è anche possibile optare per una bella carta da parati: sottile e impalpabile al punto giusto, con la possibilità di personalizzarla in molti modi diversi.

E, sempre a proposito di personalizzazione, a giocare un ruolo fondamentale è anche il colore, soprattutto quello delle pareti. Le regole cromatiche sono abbastanza “matematiche” in questo, e stabiliscono che, mentre i toni chiari illuminano l’ambiente creando un senso di ampiezza, quelli scuri tendono inevitabilmente a rimpicciolirlo.

Ciò significa che, se il tuo bagno è già piccolo di suo, forse non è il caso di optare per un rivestimento in marmo nero che, per quanto ti possa apparire elegante, non è certo l’ideale per un ambiente di dimensioni ridotte, a meno che il tuo progetto non venga realizzato da un professionista capace di coniugare il tuo amore per i colori scuri con la funzionalità del tuo bagno!

Come illuminare i bagni piccoli

L’illuminazione rappresenta un elemento imprescindibile di ogni bagno, ma ancora di più per quelli piccoli, soprattutto se sono ciechi (come spesso accade). Esattamente come con i colori, infatti, l’obiettivo dev’essere quello di sfruttare la luce in maniera funzionale, creando al contempo un senso di ampliamento e di respiro.

Anche in questo caso, per fortuna, le opzioni si sprecano. L’ideale sarebbe quello di adottare:

  • un punto luce centrale progettato per illuminare la stanza in generale;
  • una serie di punti luce da posizionare in zone strategiche (es. faretti sopra lo specchio).

Una soluzione che risulta funzionale e di design allo stesso tempo prevede d’inserire una striscia a led lungo tutto il soffitto, così da sortire un senso di ampliamento non solo in profondità, ma anche in altezza.

Va da sé, naturalmente, che tutte le dritte che ti abbiamo fornito non possono essere prese e adottate così come sono. I bagni piccoli, infatti, non sono certo tutti uguali ed è dunque importante che l’arredamento di ciascuno sia il frutto di un progetto personalizzato, studiato sulla base delle esigenze delle persone che ne faranno uso .

Ecco perché noi di Abitativo® abbiamo realizzato un percorso in 12 fasi che, partendo da una Diagnosi iniziale, ti permetterà di creare la casa dei tuoi sogni: quella in cui ogni singolo elemento dell’arredamento è studiato e progettato sulla base delle tue esigenze e di quelle dei tuoi famigliari.

Scopri di più:

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colori arredamento umore

Come i colori dell’arredamento influiscono sull’umore

Sapevi che i colori che scegli per l’arredamento di casa possono influire sul tuo umore? Non si tratta di una scoperta recente, bensì del risultato di studi che hanno originato la cosiddetta “cromoterapia”, conosciuta anche come “terapia dei colori”.

Alla base di questa branca della medicina alternativa vi è infatti la convinzione che ogni colore possieda un proprio significato e sia in grado d’influire, positivamente o negativamente, sul nostro organismo e sulla nostra psiche.

Questo vale ovviamente anche per i colori dell’arredamento, i cui effetti possono variare molto a seconda delle tonalità scelte e degli ambienti in cui vengono inserite. Se vuoi essere certo di utilizzare i colori giusti per ogni ambiente, creando così la giusta armonia, noi di Abitativo® abbiamo preparato una serie di consigli che ti risulteranno molto utili.

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Tutto ha origine dalla teoria dei colori

Gli studi sui colori hanno tutti origine dalla stessa base di partenza, vale a dire la teoria del colore. Conosciuta da tutti i pittori del mondo, trova applicazione in qualsiasi campo in cui si faccia uso dei colori, arredamento incluso. Alla base di tale teoria vi è infatti la suddivisione dei colori in tre principali tipologie:

  • colori primari
  • colori secondari
  • colori terziari

I colori primari sono il rosso, il blu e il giallo. Mescolandoli in parti uguali si ottengono i colori secondari, vale a dire l’arancione, il verde e il viola. Mescolandoli in quantità differenti si ottengono invece i colori terziari, che altro non sono se non tutte le varie tonalità e sfumature che derivano dai colori secondari.

Dalla teoria dei colori ha dunque origine la già citata cromoterapia che, come ti abbiamo spiegato, è una branca della medicina alternativa che afferma che ogni tonalità possiede un significato particolare ed è in grado di veicolare specifiche emozioni.

Arredare con la cromoterapia

Essendo afferente al campo della medicina alternativa, è evidente che la cromoterapia non possa essere considerata una vera e propria cura risolutiva. Ciò nonostante, che i colori siano in grado di suscitare particolari emozioni è innegabile, come dimostrano per esempio i colori sulla parete di casa.

Ti è mai successo di entrare in una stanza dai muri scuri e spogli e avvertire immediatamente una sensazione di tristezza? O, al contrario, di aver giocato con dei bambini nella loro cameretta e di essere stato contagiato dai colori allegri che imperavano nell’ambiente? Esempi di questo tipo dimostrano chiaramente quanto il colore, se usato correttamente, sia in grado di suscitare emozioni anche molto intense, in grado letteralmente d’influire sul tuo umore.

Ecco perché sapere cosa trasmettono i colori risulta di fondamentale importanza in vista di un progetto d’arredamento. Proprio perché il colore del tuo appartamento può incidere significativamente sul tuo stato d’animo, è bene che tu conosca il significato di ciascuna tonalità, così da saperle abbinare correttamente agli ambienti di casa.

Quando si parla di cromoterapia dell’arredamento, infatti, si fa riferimento alla presenza di un preciso collegamento tra colori e stati d’animo: una premessa da cui partire per stabilire con precisione quali saranno i colori dei muri di casa, del mobilio e di qualsiasi altro complemento che rientri nel progetto d’arredamento.

Per farlo, è di fondamentale importanza partire da una netta distinzione: quella tra colori caldi e colori freddi.

  • I colori caldi portano all’azione e all’energia. Hanno un effetto eccitante, aumentano la pressione sanguigna, la forza del respiro e la frequenza del battito cardiaco. Comprendono tonalità vivaci che ci fanno sentire vivi e attivi.
  • I colori freddi, al contrario, producono un effetto rilassante e calmante. Abbassano la frequenza cardiaca e respiratoria, risvegliando in noi emozioni di serenità e tranquillità.

Partendo da questa semplice, ma fondamentale distinzione, è possibile individuare le tonalità perfette per ogni stanza della casa e farne un ambiente all’interno del quale sentirci perfettamente a nostro agio.

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A ciascuna stanza il suo colore: come scegliere quello giusto

Una volta compreso il grande potenziale del colore nell’arredamento e come riesca a influire facilmente sulle nostre emozioni, vediamo ora di capire come sfruttare questa teoria per creare ambienti della casa in grado di suscitarci piacevoli sensazioni o, per meglio dire, sensazioni consone all’utilizzo che facciamo della stanza e alla funzione che essa svolge all’interno della casa.

I colori nell’arredamento del soggiorno

Partiamo subito da quello che rappresenta, in un certo senso, l’ambiente “focus” della casa. Il soggiorno è infatti la stanza in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, tanto che non è affatto un caso che faccia parte della cosiddetta “zona living”. È inoltre il luogo in cui facciamo accomodare i nostri ospiti, ma anche quello in cui ci rifugiamo noi stessi ogni sera, magari al termine di una dura giornata di lavoro.

Come tradurre tutto questo con i colori? Innanzitutto concentrandosi sulle pareti, per le quali è consigliata la scelta di un colore freddo: le tonalità sull’azzurro e sul tortora, per esempio, trasmettono un senso di relax e tranquillità, perfetto per un ambiente che non ti richiede di spendere grosse energie ma, al contrario, che invoglia ad accoccolarsi sul divano davanti alla tv o per chiacchierare tranquillamente con gli amici. In alternativa, puoi optare anche per il beige o per il bianco, che conferiranno al tuo soggiorno un apprezzato tocco di eleganza.

I colori nell’arredamento della cucina

Al contrario del soggiorno, la cucina è un ambiente decisamente più attivo e conviviale. Parliamo infatti di una stanza che ci richiede di muoverci spesso tra i fornelli, prima per cucinare e poi per riordinare.

Spesso, inoltre, la cucina coincide anche con la sala da pranzo, trasformandosi così nel luogo della convivialità per antonomasia: un posto in cui ci riuniamo a mangiare con i nostri cari, discutendo con loro di com’è andata la giornata.

I colori caldi, pertanto, rappresentano la scelta perfetta per questo ambiente. Via libera quindi al giallo, all’arancione e perfino al rosso, magari valorizzati da una suggestiva parete di mattoni a vista, all’insegna di un piacevole tocco rustico.

I colori nell’arredo della camera da letto

Nella scelta dei colori per la camera da letto occorre prestare un’attenzione ancora maggiore, in quanto è di fondamentale importanza evitare le tonalità troppo intense, che potrebbero arrecarci disturbo alla vista e risultare fastidiose.

In una camera da letto sensazioni quali serenità e relax dovrebbero infatti essere totalizzanti: da qui la necessità di prediligere nuovamente i colori freddi e, in particolare, le tonalità del blu, il colore del relax per antonomasia.

Il blu esprime infatti un senso di pace e di serenità emotiva che nessun’altra tinta è in grado di eguagliare. Ciò lo rende la scelta ideale per la camera da letto, sebbene sia preferibile puntare a una tonalità non troppo intensa, onde evitare di passare dalla serenità alla malinconia.

Nel caso in cui la camera da letto in questione sia quella dei bambini, allora è possibile optare anche per colori più vivaci, in grado di suscitare allegria. Anche in questo caso, tuttavia, occorre non esagerare, limitandoli a pochi complementi d’arredo o a una sola parete.

I colori nell’arredamento del bagno

Il bagno, in un certo senso, si configura come un ambiente a metà tra quelli descritti finora. Come la camera da letto, infatti, è una stanza che sfruttiamo principalmente per rilassarci ma, allo stesso tempo, è anche il primo ambiente che visitiamo la mattina appena svegli, quando abbiamo fretta di prepararci per correre al lavoro. Spesso, inoltre, presenta dimensioni molto piccole, per non dire anguste, trasmettendoci così una sensazione di claustrofobia.

Arredarlo con i colori giusti, tuttavia, può fare la differenza tra un bagno e “una stanza da bagno”, tra un ambiente con un mero scopo pratico e un luogo bellissimo che fa parte anch’esso della casa, integrandosi armoniosamente con il resto degli ambienti.

Il suggerimento, in questo caso, è quello di sfruttare sia i colori freddi che quelli caldi: l’importante è scegliere tonalità chiare come il beige (freddo) o il giallo (caldo), che hanno entrambe il potere di ampliare lo spazio, generando un piacevole senso di profondità.

Da evitare, al contrario, sono invece le tinte troppo scure che, oltre a rimpicciolire ulteriormente l’ambiente, influirebbero negativamente sul tuo umore. In alternativa, è sempre possibile optare per delle semplici, ma efficaci, pareti di colore bianco: una tinta che si sposa con qualsiasi stile di arredamento e che ha il potere di stare bene in ogni ambiente.

Come avrai capito anche tu, la scelta dei colori per l’arredamento della propria casa rappresenta un fattore molto importante, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi progetto d’interior design. I colori, infatti, non influiscono soltanto sul nostro umore ma, a seconda delle tonalità adottate per ogni ambiente, influenzano anche l’armonia finale dell’arredamento della casa.

Ecco perché noi di Abitativo® abbiamo ideato un sistema che, attraverso una diagnosi personalizzata, è in grado di aiutarti a realizzare l’arredamento dei tuoi sogni, dove i colori sono appositamente studiati e personalizzati sulla base delle tue esigenze ed emozioni. Scoprilo scaricando la guida gratuita!

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